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Udinese, Tudor si ripresenta: «Se remiamo tutti dalla stessa parte potremo fare molto bene»

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Igor Tudor torna sulla panchina dell’Udinese. Subentrato dopo l’esonero di Nicola, si presenta nuovamente in conferenza stampa

Un gradito ritorno alla guida tecnica dell’Udinese, Igor Tudor si è presentato oggi nella conferenza stampa come nuovo allenatore dei friulani. Quest’anno subentra a Davide Nicola, esonerato dopo 4 mesi, per ripetere la stessa impresa dell’anno scorso: la salvezza.

A presentarlo ci ha pensato la società friulana, con Collavino e Pradè che hanno dichiarato: «A nome della società diamo il benvenuto a Igor Tudor e ringraziamo Nicola per il lavoro svolto. Nel calcio comandano i punti e la classifica. A maggior ragione in questo momento del campionato, non contano le ipotesi o le attenuanti, ma i fatti. Tudor l’anno scorso ci ha portato salvezza e oggi è qui perché abbiamo il convincimento, con pragmatismo e umiltà, di poter lavorare tutti per questo obiettivo. Conosce la squadra, la società, l’ambiente, i tifosi, lo staff tecnico. E ha le qualità per raggiungere l’obiettivo della permanenza in Serie A. Al momento c’è un progetto di 11 partite per centrare l’obiettivo, poi penseremo al resto».

«Innanzitutto voglio ringraziare la società per questo incarico, sono sicuro che faremo tutti insieme bene. L’esperienza mi dice che si fa bene se si rema tutti dalla stessa parte. È sempre difficile, bisogna accettare ogni momento come una sfida, dare il meglio che si può allenare», inizia così la nuova avventura di Tudor sulla panchina dell’Udinese, stati d’animo diversi da quelli dell’anno scorso, dove le sconfitte consecutive con Oddo erano state 11. Stati d’animo diversi sì, ma obiettivo comune, quello della permanenza in Serie A. E a chi gli chiede cosa cambierà rispetto ad un anno fa risponde: «Si impara tutta la vita, specialmente in questo lavoro si impara in fretta, se un allenatore non lo fa è finita. Quel che è successo è successo, ora è importante fare bene, senza pensare al passato o al futuro. Poi il destino si costruisce lavorando bene giorno dopo giorno, domenica dopo domenica. È tutto quello che conta. Ora c’è più tempo, però comunque non cambia. Io mi metto a disposizione dal primo giorno, come ho fatto allora farò oggi».

Su come giocherà la squadra: «Potremmo parlare a lungo di cosa fare e come farlo. Un sistema si può fare in un modo o un altro. Per esempio nel 3-5-2 puoi chiedere ai terzini di fare le ali e arrivare in area di rigore, oppure puoi chiedergli di difendere in una linea a cinque. O magari far scalare un terzino su quello avversario. Cambia tanto. Poi c’è anche il modo per far giocare bene la squadra, ci sono certi esercizi e ci sono delle variazioni. C’è il calcio con palla e senza palla, è importante essere tosti, aggressivi, compatti. A me piace una squadra che non subisce troppi gol, dipende anche dai giocatori che si scelgono, serve equilibrio».

 

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