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2015

Borsino scudetto: pro e contro delle 5 pretendenti

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Inter, Fiorentina, Napoli, Juventus e Roma in quattro punti ed in lotta per il titolo: l’analisi

Lotta scudetto a due? A tre? Ognuno ha le sue idee, legittime, ma si vede spesso costretto a modificarle in base a risultati che si alternano con insospettabile precisione. Appare opportuno dunque in chiave titolo, almeno al momento, tirare dentro le prime cinque forze dell’attuale classifica di Serie A: l’Inter capolista a sorpresa, le dirette inseguitrici (a sorpresa?) Fiorentina e Napoli, le favorite – basta guardare all’ultimo biennio, dove hanno centrato rispettivamente primo e secondo posto – Juventus e Roma.

INTERPro: fattore Mancini. Un uomo al comando che ha perfettamente equilibrato una macchina allo sbando non soltanto in campo: stratega emotivo, ha parlato di scudetto nella scorsa stagione quando la sua squadra era ferma al decimo posto ma frena ora quando è in vetta alla classifica. Il resto lo hanno fatto le scelte: discutibili, come nel caso di Kovacic o del capriccio Shaqiri, ma mirate a edificargli la squadra su misura. E dunque una rosa compatta – Inter miglior difesa della Serie A e terza d’Europa (campionati top) dopo Atletico Madrid e Bayern Monaco – e potenzialmente ancor più prolifica in avanti. Contro: il tandem offensivo JoveticIcardi avrebbe dovuto rappresentare la reale chiave positiva nell’economia nerazzurra ma l’intesa non ingrana e farà bene Mancini a porre rimedio e trovare soluzione. Inoltre, quando non tutto gira per il verso giusto e la via d’uscita è il gioco, la qualità in mezzo al campo latita. Fatta eccezione per quel Brozovic inspiegabilmente poco utilizzato dal tecnico.

FIORENTINAPro: l’effetto sorpresa. Che poi fa rima con spensieratezza: non è un caso se la Fiorentina, nelle interviste a riguardo, è l’unica realtà tra le contendenti a non nascondersi. Può prendere parte alla contesa sapendo di non aver nulla da perdere, date le premesse iniziali (basterebbe ricordare la vicenda allenatore e dunque l’avvicendamento thriller tra Montella e Sousa), ed è un vantaggio non da poco. Supportato da un livello di gioco che finora ha reso spaventosamente – viola miglior attacco della Serie A – senza essere giocoforza esaltato dal campione di turno. Contro: sul lungo periodo la carenza di talento rispetto alla concorrenza dovrebbe venir fuori. Sia chiaro: la Fiorentina ha dimostrato di avere le carte in regola per giocarsi il podio del campionato, probabilmente le manca quel guizzo necessario per mettere le mani sullo scudetto.

NAPOLIPro: l’entusiasmo che non c’era. Il tuffo nel vuoto in cui si è lanciato il presidente De Laurentiis affidando la panchina partenopea a tale Maurizio Sarri si è al momento tradotto in qualcosa di visionario: il Napoli a pezzi nelle battute finali dell’era Benitez è oggi ad un passo dalla vetta della classifica, ha riscritto le statistiche dell’Europa League e gioca un calcio a tratti scientifico. Soprattutto solido. La sintesi emblematica della nuova era è Gonzalo Higuain: ha già segnato i gol che aveva firmato nel suo primo campionato italiano. Ed ha finalmente vestito gli unici panni che mancavano al suo armadio: quelli del trascinatore. Contro: paradossalmente ancora l’allenatore. Ma intendiamoci: soltanto per quanto concerne la sua esperienza. Novello a determinati livelli, sarà in grado di gestire il primo momento davvero complesso quando invece il carico delle aspettative risulterà accresciuto?

JUVENTUSPro: l’attitudine vincente. Indossare la maglia bianconera è da tanti riconosciuto requisito sufficiente per sapere dove ci si trova e soprattutto dove si è diretti. Lo ha dimostrato sin da subito Dybala, con i suoi tempi è cresciuto Mandzukic come Alex Sandro, lo conferma una rimonta che era davvero tutt’altro che scontata. E la guida tecnica sa il fatto suo: atteso al varco del fatidico secondo anno col fucile carico dai suoi detrattori, Allegri ha risposto in tempi bui con tempistiche precise – “A Natale la classifica sarà molto diversa” – ed i fatti non gli hanno dato torto. Contro: la rivoluzione d’estate qualche scoria dovrà pure aver portato in termini di identità. Se dopo quattro titoli consecutivi saluti in ordine d’importanza il signor Pirlo, Tevez e Vidal e continui a vincere, bene, le altre si interroghino su cosa hanno sbagliato. Fondamentalmente si chiedano cosa ci stanno a fare: non regge la storia del monte ingaggi bianconero (comunque il primo della Serie A).

ROMAPro: visti tutti i casini accaduti nel 2015 giallorosso non sembrerebbero esserci in casa Roma, ma con un po’ di inventiva e buona volontà si può giungere a qualcosa. Innanzitutto la capacità di trovare la porta avversaria: le ultime esibizioni dicono il contrario, ma in avvio la squadra di Garcia ha segnato con importante regolarità tanto da risultare oggi il secondo attacco della massima serie. Poi i distacchi: dalle parti di Trigoria si parla di disastri ed in buona parte a ragione, ma la Roma nei fatti è lontana quattro punti dalla prima piazza occupata dall’Inter e soltanto tre da Napoli e Fiorentina dei miracoli. Contro: l’aria che tira. E’ la sintesi perfetta: se vuoi complicarti la vita, passa di qui prima o poi. Qualificazione agli ottavi di Champions accolta dai fischi sonori dell’Olimpico, eliminazione casalinga in Coppa Italia subita dallo Spezia, Rudi Garcia detronizzato o meno, questione tifosi allo stadio. E ci fermiamo qui.