VAR, c’è l’esordio in A: istruzione per l’uso

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Dopo anni di polemiche, lo strumento della VAR (Video Assistent Referee) punta a spegnerne gran parte: come si utilizza

Si è parlato di moviola, poi è arrivata la goal-line technology a sostituire gli arbitri di porta. Ora la Serie A fa un altro passo deciso verso il futuro: da questa stagione, ci sarà la VAR (Video Assistent Referee), che permetterà alla squadra arbitrale di riguardare alcuni degli episodi più controversi. Autorizzato dall’Ifab nel 2016 per volere del neo-presidente FIFA Gianni Infantino, la VAR potrebbe anche esserci al Mondiale 2018 e ha già avuto alcuni test in altre competizioni internazionali (viene in mente l’ultimo Mondiale U-20). Tavecchio e la Federcalcio si sono voluti allineare e hanno approfittato di questo tempo di novità per dare una decisa sterzata al futuro del nostro campionato.

COME FUNZIONA – Ci sono però dei precisi casi nella quale la VAR potrà entrare in azione: come ricordato da “La Gazzetta dello Sport”, la tecnologia potrà essere usata per verificare la regolarità di una rete (gol/non gol), l’assegnazione o la mancata chiamata su un rigore; i provvedimenti riguardanti le espulsioni (o quelle sanzionate in modo errato); infine, gli scambi di persona. In tutto questo, ci sono gli assistenti al video, ma l’arbitro rimane il giudice ultimo, tanto che potrà usare persino in prima persona la VAR. In ogni caso, sia lui che i suoi assistenti al video potranno richiedere l’utilizzo di questo strumento in presenza di un errore chiaro. Rispetto alla passata stagione, spariranno gli addizionali e subentreranno due arbitri addetti al controllo della VAR.