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Robinio Vaz si è preso la Roma: tutti i segreti del predestinato che ha riacceso le speranze Champions di Gasperini

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Robinio Vaz ha finalmente trascinato la Roma: ecco i segreti del predestinato che ha riportato i giallorossi in scia Champions League

Il talento è un bagliore improvviso, un istinto primordiale che non si può insegnare. E Robinio Vaz, gioiellino diciannovenne sbarcato nella Capitale, ha dimostrato di avere la luce dei predestinati. Il baby attaccante francese è l’ultima, elettrizzante sorpresa della stagione della Roma: con il suo primo acuto in Serie A contro il Lecce e un impatto devastante in Europa, ha rianimato prepotentemente il sogno Champions dei giallorossi. Oggi La Gazzetta dello Sport ne offre un ritratto.

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L’OMBRA DI OSIMHEN

Laddove profili più esperti come Dovbyk e Ferguson hanno faticato, ci ha pensato Donyell Malen a rimettere inizialmente la squadra in carreggiata. Ma ora, accanto all’olandese, c’è un nuovo protagonista assoluto nell’area di rigore. In molti rivedono nel classe 2007 le movenze, la forza esplosiva e il fiuto del gol del primo Victor Osimhen, sebbene il suo idolo assoluto resti Zinedine Zidane. In soli 240 minuti in giallorosso, Vaz ha spaccato la doppia sfida europea contro il Bologna (procurando un rigore, fornendo un assist a Pellegrini e lottando su ogni pallone) e ha deciso il delicatissimo match di campionato contro i salentini, rompendo un digiuno di vittorie che durava da un mese.

IL COLPO DI MASSARA

In un mercato internazionale dove le big fanno lievitare a dismisura i prezzi dei giovani prospetti, il direttore sportivo Ricky Massara ha messo a segno un vero e proprio capolavoro strategico. Pagato 20 milioni di euro – un investimento oneroso ma già ampiamente giustificato – Vaz è stato strappato alla feroce concorrenza del Bayer Leverkusen e di mezza Premier League. La sua sfrontatezza è disarmante: gioca senza paure e sa impattare fisicamente anche contro difensori navigati e arcigni come Lucumì o Tiago Gabriel.

DALLE BANLIEUE ALLA BENEDIZIONE DI DE ZERBI

La sua è una storia di fame e riscatto, partita dalle strade del difficile quartiere di Val Fourré a Mantes-la-Jolie, alla periferia di Parigi (da cui ha ereditato il numero 78 che porta sulla maglia). Dopo le giovanili nel Sochaux, è esploso al Marsiglia sotto la guida di Roberto De Zerbi, che di lui disse ammirato: «Voglio vedere tutti i giocatori come lui: ha bruciato l’erba quando è entrato in campo». Numeri alla mano, in Francia viaggiava con una media mostruosa di un gol o un assist ogni 62 minuti. Il treno per la Champions League non aspetta, e Robinio è pronto a salirci a tutti i costi prendendosi la Roma.

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