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Blocco Inter colpevole del fallimento della Nazionale? Il Corriere dello Sport punta il dito contro i nerazzurri: «Ci sarà un motivo se Inzaghi…»
Blocco Inter colpevole del fallimento della Nazionale? L’accusa del Corriere dello Sport ai nerazzurri in campo con l’Italia contro la Bosnia
L’eliminazione dell’Italia dai Mondiali continua a lasciare strascichi profondi e ad alimentare riflessioni su ciò che non ha funzionato nella doppia gestione azzurra. Tra le chiavi di lettura proposte dal Corriere dello Sport ce n’è una che riguarda il cosiddetto blocco Inter, un gruppo di giocatori che avrebbe dovuto garantire continuità, automatismi e affidabilità alla Nazionale, ma che invece non è riuscito a incidere come previsto nei momenti più delicati. In realtà, più che di un vero blocco, si parla soprattutto di tre uomini: Alessandro Bastoni, Federico Dimarco e Nicolò Barella, i titolari nerazzurri stabilmente coinvolti nel progetto azzurro.
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Blocco Inter Italia, il peso di una stagione lunga e logorante
Secondo il quotidiano, il problema non sarebbe legato tanto al valore dei singoli, quanto alle condizioni con cui questi giocatori si sono presentati agli appuntamenti più pesanti con la maglia azzurra. A Zenica, così come già accaduto in precedenza contro la Norvegia e durante Euro 2024, diversi interpreti arrivati dall’Inter sono sembrati lontani dalla miglior versione vista in campionato. Il riferimento è soprattutto a una tenuta fisica e mentale apparsa insufficiente dopo una stagione lunga, stressante e piena di partite ad alta intensità. In questo quadro si inseriscono anche le scelte di gestione che, nel club, avevano spesso protetto questi elementi attraverso minutaggi controllati e rotazioni mirate, proprio per evitare cali troppo evidenti nel finale.
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Bastoni, Dimarco e Barella: solo uno si salva davvero
Nel dettaglio, il Corriere dello Sport sottolinea come Bastoni sia arrivato agli spareggi appesantito sia sul piano psicologico sia su quello fisico, anche per via dei problemi che ne hanno condizionato la preparazione. Dimarco, invece, non avrebbe mai dato la sensazione di essere realmente brillante, apparendo distante dal rendimento abituale mostrato con l’Inter (“Ci sarà stato un motivo, però, se l’ex tecnico nerazzurro centellinava i minuti, contandoli come un ragioniere“). In questo contesto, il solo Barella viene indicato come il nerazzurro che è riuscito a salvarsi nella trasferta bosniaca, mantenendo un livello di prestazione accettabile anche nella serata più amara.
Italia Inter, da Pio Esposito ai limiti del sistema azzurro
Il ragionamento si allarga poi anche al nuovo corso avviato da Gattuso, che ha cercato di ripartire da certezze conosciute e da strutture già collaudate a livello di club. L’esempio più evidente è anche il lancio di Pio Esposito, attaccante ritenuto uno dei profili più interessanti della nuova Italia, ma finito pure lui dentro una serata complicata, segnata da occasioni fallite e dal rigore sbagliato. Il punto, però, resta sempre lo stesso: l’Italia ha provato ad aggrapparsi a uomini e riferimenti che, al momento decisivo, non avevano più la brillantezza necessaria per trascinare la squadra oltre l’ostacolo.
