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Italia, niente dimissioni post KO con la Bosnia per Gattuso? Il ct era pronto a farsi subito da parte ma poi… Il retroscena

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Italia, niente dimissioni post KO con la Bosnia per Gattuso? Il ct era pronto a farsi subito da parte ma poi… Il retroscena su quanto accaduto a Zenica

Dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali 2026, in molti si sono chiesti perché Gennaro Gattuso non abbia lasciato immediatamente il proprio incarico già nella notte di Zenica. La spiegazione, secondo il Corriere dello Sport, sta in una scelta maturata tra amarezza, senso di responsabilità e attesa degli sviluppi ai vertici della FIGC. Il quotidiano racconta infatti che il commissario tecnico fosse inizialmente pronto a fare un passo indietro, ma abbia poi congelato la decisione dopo la richiesta diretta di Gabriele Gravina, che nella notte successiva alla sconfitta con la Bosnia gli avrebbe chiesto di restare almeno in questa fase così delicata.

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La stessa linea, sempre secondo il Corriere dello Sport, riguarda anche Gianluigi Buffon, oggi figura di riferimento nel Club Italia. L’obiettivo del presidente federale sarebbe stato quello di proteggere la struttura tecnica e dirigenziale della Nazionale, separandola dalle tensioni politico-sportive che si sono aperte subito dopo il flop di Zenica. In questo quadro, Gattuso avrebbe scelto di non reagire d’impulso, pur restando profondamente colpito dalla mancata qualificazione. Il tecnico, scrive il quotidiano, considera secondario il proprio futuro rispetto alla delusione per l’eliminazione e avrebbe deciso di mettersi momentaneamente a disposizione proprio per rispetto verso l’Italia e verso il gruppo costruito in questi mesi.

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Gattuso e Buffon, tutto resta legato a Gravina

Il Corriere dello Sport aggiunge che, dal punto di vista formale, sia Gattuso sia Buffon sono legati alla FIGC fino al 30 giugno 2026. Per questo motivo, nell’immediato, la soluzione scelta è stata quella di attendere e valutare il quadro complessivo prima di prendere decisioni definitive. Tuttavia, il quotidiano sottolinea anche che le possibilità di una permanenza di Gattuso sulla panchina azzurra restano ridotte, soprattutto se dovesse cambiare la guida federale. In quel caso, un nuovo presidente potrebbe scegliere un altro ct e ridefinire anche l’assetto dirigenziale del Club Italia.

Il lascito di Gattuso: la “squadra invisibile” della Nazionale

C’è però un aspetto che il Corriere dello Sport evidenzia come patrimonio da non disperdere. In sette mesi di lavoro, Gattuso non avrebbe soltanto assemblato una rosa, ma avrebbe costruito una sorta di “squadra invisibile”, fatta di contatti continui, osservazioni costanti e rapporti quotidiani con un gruppo allargato di circa 50 selezionabili. Un modo diverso di vivere il ruolo di ct, basato su presenza, dialogo e monitoraggio continuo, anche fuori dai ritiri. È questo, forse, il vero lascito del suo percorso in azzurro: un modello di lavoro che, al di là dell’esito finale, ha cercato di dare alla Nazionale una struttura più ampia e più moderna.

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