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Petrucci loda Gravina: «È stato un buon presidente, peccato non abbia calciato lui il rigore a Zenica! Ct? Punterei su Mancini, vi spiego»

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L’ex presidente del Coni, Gianni Petrucci, commenta così le dimissioni di Gabriele Gravina dall’incarico di presidente della FIGC

Gianni Petrucci, inossidabile figura dello sport italiano e attuale presidente della Federbasket, entra a gamba tesa sul futuro del calcio azzurro. In una ricca intervista al Corriere della Sera, l’ex numero uno del Coni difende l’operato di Gabriele Gravina.

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LE DIMISSIONI E LA DIFESA DI GRAVINA – «Per il clima che si era creato non c’era altra strada. Ma è stato un buon presidente, ha vinto gli Europei. Peccato che non ha tirato lui il rigore a Zenica, altrimenti avrebbe segnato…».

L’IPOTESI MALAGÒ – «Oltre alle doti ideali servono i voti a sostegno, sennò potremmo proporre il Signor Bonaventura… Io penso che il consenso debba andare a chi si rende conto che il rapporto con il governo è imprescindibile. Malagò il candidato della Lega? Sono suo amico da una vita, è già stato nel mondo del calcio che conosce bene, non voglio bruciarlo lanciandomi in giudizi».

GLI EX CAMPIONI NELLA STANZA DEI BOTTONI – «Da un lato ritengo che non basta essere stati ottimi calciatori per ricoprire cariche istituzionali. Però sento parlare di grandi giocatori che hanno background dirigenziale. Mi riferisco a Demetrio Albertini, che è stato presidente del Settore Tecnico, a Paolo Maldini che nel Milan ha rivestito posizioni di prestigio o Damiano Tommasi, presidente per anni del sindacato dei calciatori».

MANCINI CT AZZURRO – «Vorrei ricordare che l’ultimo che ha vinto qualcosa in azzurro è Roberto Mancini. Sorrido quando leggo che si è lasciato male con la Federazione, ma gli altri mica se ne sono andati con gli applausi. Punterei su chi ha vinto e Roberto lo ha fatto. Amo gli allenatori che parlano di argomenti diversi dal loro sport. Con Mancini si parla di tutto. Non voglio un c.t. che vada in tv e pensi di essere Einstein».

I “SOLITI NOTI” DELLO SPORT ITALIANO – «A chi ritiene che il calcio non sa rinnovarsi rispondo: la politica sa farlo? In Parlamento vedo molte persone presenti da legislature e legislature… I fenomeni sono quelli che scoprono la penicillina, altri in giro non ne vedo».

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