Il noto giornalista Luca Momblano si è espresso così sull’inizio di campionato in Serie A, tra corsa scudetto e Champions League, soffermandosi anche sull’Italia di Mancini
Intervistato in esclusiva da JuventusNews24, il noto giornalista Luca Momblano ha fatto una panoramica sull’inizio di campionato in Serie A e sulla Nazionale di Mancini.
SULLA CORSA SCUDETTO E CORSA CHAMPIONS IN SERIE A – «A differenza di molte altre stagioni, ho la sensazione che le prime tre giornate ci abbiano già restituito abbastanza chiaramente i valori tendenziali del campionato. Naturalmente nessuno di noi possiede la sfera di cristallo.
Basta pensare a ciò che è accaduto alla Juventus in una sola settimana dopo la chiusura del mercato, con tre giocatori finiti in sala operatoria e altri problemi muscolari. Non abbiamo citato nemmeno Boga. Se situazioni simili dovessero verificarsi anche nelle altre squadre, le variabili diventerebbero inevitabilmente numerose.
Di solito mantengo gli orizzonti molto aperti, ma quest’anno credo che le prime tre giornate ci abbiano già mostrato il campionato che potremmo vedere. Forse la Roma sta andando oltre le aspettative e il Napoli sta rendendo meno del previsto. In questo momento, però, Gasperini è padrone della propria squadra, mentre Allegri non lo è ancora.
Vorremmo che Spalletti fosse già padrone della Juventus, ma dobbiamo ricordare che sta scendendo in campo con sette o otto undicesimi diversi rispetto alla squadra che aveva nella passata stagione. Per Spalletti è quasi come se fosse il primo anno alla guida della Juve.
I bianconeri rimangono così in una sorta di limbo. Da una parte possono sognare di vivere con relativa tranquillità la corsa per le prime quattro posizioni, ma non quella per lo Scudetto, almeno al momento. Dall’altra devono temere di entrare in una bagarre simile a quella della scorsa stagione, quando quattro squadre si giocavano un solo posto. In quella situazione non basta chiamarsi Juventus per essere certi di spuntarla.
Alla Juve è già andata bene due volte in tempi recenti. La prima quando Faraoni segnò contro il Napoli all’ultima giornata durante la gestione Pirlo. La seconda a Venezia, quando Conceição conquistò il rigore poi trasformato da Locatelli. Se una situazione del genere si ripete tante volte, non puoi pensare di essere sempre tu la squadra più brava e fortunata. La scorsa stagione, infatti, alla penultima giornata è arrivata la beffa».
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I TANTI GOL E LE NUOVE REGOLE ARBITRALI – «Quando emerge una tendenza generale, alla fine più o meno tutte le squadre si attestano sugli stessi valori. L’aspetto positivo per la Juventus è che la sua quota di gol legata agli attaccanti deve ancora arrivare. Se dovesse farlo adesso, sarebbe naturalmente un’ottima notizia.
Credo che questo andamento sia in parte figlio della nuova linea arbitrale e soprattutto del messaggio trasmesso, più ancora che delle singole decisioni prese in campo. Per esempio, non è stato ancora assegnato alcun calcio di rigore. Non si può quindi sostenere che si stia segnando tanto perché viene fischiato un rigore ogni due episodi, come poteva accadere con la linea di Rocchi, molto più regolamentare e orientata a sezionare ogni situazione.
Paradossalmente, questa nuova linea arbitrale accende l’animo delle squadre già durante la preparazione delle partite. Orsato ha fatto arrivare messaggi molto chiari ai referenti dei club, agli allenatori, ai capitani e ai referee manager. Tutti sanno di entrare nell’arena con un dovere di coraggio differente, perché si può giocare maggiormente.
Secondo me esiste quindi un effetto diretto. Potremmo assistere a partite mediamente più ricche di gol anche grazie alla linea arbitrale scelta. Al netto degli errori che inevitabilmente ci sono stati, mi auguro che questa impostazione possa proseguire con coerenza, senza essere condizionata dalle pressioni mediatiche che arriveranno».
LE ITALIANE IN CHAMPIONS – «Con il Como abbiamo imparato che il fattore sorpresa deve essere tenuto in considerazione. Anche noi juventini ce ne siamo accorti doppiamente nella scorsa stagione. Il Como ha battuto la Juve due volte su due, le è arrivato davanti e le ha tagliato le gambe nel finale del campionato.
Continuo a considerare il Como una sorpresa e non sono d’accordo con chi sostiene che non lo si possa più definire così. Essere una sorpresa e fare bene non significa aver ottenuto qualcosa in modo immeritato o casuale. Il Como può quindi sorprendere anche in Europa.
Personalmente credo che quanto visto nella prima giornata sia molto coerente con ciò che conosciamo della nostra realtà. Quando affronti avversarie come Real Madrid e Arsenal parti oggettivamente sfavorito. Bisogna però sottolineare che in questo momento storico esiste ancora una differenza tra Inter e Napoli.
Il posizionamento europeo dell’Inter non cambia per una sconfitta al Bernabéu, perché in quello stadio può perdere chiunque. Il Napoli, invece, oggi è inferiore all’Arsenal e, se affrontasse quella squadra dieci volte, probabilmente perderebbe in nove occasioni. È brutto da dire, ma in questo momento è così.
La Roma aveva una trasferta molto insidiosa e ne è uscita magari soffrendo, ma sta trovando una propria stabilità. Può compiere un discreto percorso europeo, ma rischia di lasciare qualcosa in campionato.
La Juventus dovrà essere brava a non gettare punti in Serie A per inseguire a ogni costo risultati nella fase campionato dell’Europa League. Spalletti deve utilizzare questa parte della competizione europea come una risorsa in funzione del campionato.
Il terrore del super girone di Europa League non esiste. Se riesci ad arrivare tra le prime otto è sicuramente positivo, ma stressare la Juventus in questa prima fase e lasciare punti in campionato, come inevitabilmente faranno anche le squadre impegnate in Champions League, sarebbe un errore strategico».
ATTESA PER L’ITALIA DI MANCINI, CON DIVERSI GIOVANI IN PROCINTO DI RICEVERE LA PRIMA CONVOCAZIONE – «Non sono un super manciniano, ma da questo punto di vista so con certezza che avrà coraggio, soprattutto nella prima fase del suo secondo mandato. Credo che tanti di questi giovani, anche se magari non li vedremo immediatamente con la maglia dell’Italia, passeranno da Coverciano.
Chi riuscirà poi a conquistare la fiducia del commissario tecnico avrà sicuramente numerose opportunità».