2013
37^ giornata, l?analisi: viola fino alla fine, ancora Lazio vs Udinese. Si arrendono Palermo e Siena
Già scritti tanti verdetti, restavano e restano tuttora da stabilire le qualificazioni europee: chi in Champions League tra Milan e Fiorentina? In Europa League l’eccezionale Udinese o la Lazio senza attendere l’esito della finale di Coppa Italia? Verdetti ancora aperti, al contrario di quelli stabiliti in tema retrocessione: vanno in B Palermo e Siena, ecco nel dettaglio quanto accaduto nel trentasettesimo turno di campionato.
JUVE E NAPOLI GIA’ PENSANO AL FUTURO – Rispettivamente prima e seconda forza del torneo, Juventus e Napoli giocano per battere o migliorare record già acquisiti: ai bianconeri, nel giorno della consegna della coppa simboleggiante lo scudetto, non riesce di superare un Cagliari compatto difensivamente e pronto a colpire efficacemente in contropiede. Splendida la cavalcata vincente di Victor Ibarbo, ha risposto un gol del subentrato Vucinic. Festa anche in un San Paolo in ansia per il futuro dei suoi amati Mazzarri e Cavani: il Napoli va sotto dopo il gol dell’esordiente Grillo – classe 1987, carriera condizionata da un pesante infortunio al legamento crociato – ma recupera grazie ai due simboli più brillanti della sua recente storia, il famelico Matador e quell’Hamsik oramai consacratosi tra i migliori interpreti mondiali nel suo ruolo.
NON VINCE IL MILAN, LA FIORENTINA SPERA NEL MIRACOLO – Il Milan impatta nella sfida interna contro la Roma e tiene aperto il discorso terzo posto fino all’ultimo respiro: partita decisamente brutta e priva di reali spunti d’interesse, steccano alla grande i tanto attesi attacchi atomici delle due squadre. La Fiorentina si affida invece alla sua storia: è proprio Toni – che in settimana ha annunciato un eventuale partenza a fine stagione – a regalare i tre punti alla banda Montella, i viola meritano sul campo il terzo posto e, qualora non dovessero centrarlo, avrebbero pagato a caro prezzo – economico e di prestigio internazionale – qualche decisione arbitrale sfavorevole. Perde il Palermo e saluta la massima serie: gestione scellerata della stagione da parte di Zamparini, è da lui comunque che ripartiranno le ambizioni rosanero.
L’ETERNA LOTTA TRA LAZIO E UDINESE – Dopo due stagioni nelle quali si sono contese fino all’ultimo battito la qualificazione alla Champions, la storia si ripete con l’Europa League: a Lazio e Udinese occorreranno gli ultimi novanta minuti per ratificare quinto e sesto posto. Vincono i friulani grazie all’incredibile Totò Di Natale, al 22° gol della quarta stagione consecutiva da marziano: Atalanta già salva ma contestata dai suoi. La Lazio ha ritrovato compattezza e prolificità offensiva grazie al cambio di modulo: il 4-4-2 ha portato i frutti sperati, malissimo la Sampdoria in un anonimo finale di stagione. Biancocelesti che si giocano la qualificazione a Cagliari ma, con l’Udinese vincente sull’Inter, potrebbero avere un’ulteriore chance che passa dalla finale di Coppa Italia.
GENOA E TORINO SALVI, SIENA IN B – Ancora un pareggio a reti bianche – dopo quello di Torino – per il Genoa, punto che basta a certificare una salvezza oltremodo complicata dagli accadimenti di una stagione tutt’altro che convincente: l’Inter chiude in totale anonimato una stagione da incubo che, tra responsabilità e sfortuna, va immediatamente archiviata. Si arrende il Siena: avrebbe meritato di lottare per la salvezza fino all’ultimo secondo, ma la pesante penalizzazione ha evitato che ciò accadesse. Pareggiano Chievo e Torino, salvi i granata, in una partita dai contenuti tecnici non propriamente eccelsi. Programma concluso dalle vittorie di Catania e Bologna: i siciliani pagano un finale di stagione non all’altezza dello strepitoso andamento complessivo e rimandano l’ulteriore step di crescita alla prossima stagione, il Pescara conta i giorni che lo separano dal termine di una stagione non programmata adeguatamente. La squadra di Pioli ha la meglio nel derby emiliano e regala una gioia ai propri tifosi dopo le batoste subite da Lazio e Napoli, il Parma resta al decimo posto in una stagione in cui avrebbe anche potuto raccogliere qualcosa in più.