Atalanta-Inter, Mancini contro il suo idolo Materazzi: «Spero mi perdoni se li battiamo»

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Il difensore dell’Atalanta Gianluca Mancini ha rilasciato un’intervista a Sportweek sul suo eroe Marco Materazzi e il suo passato nerazzurro

Gianluca Mancini è la vera rivelazione dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Il difensore classe ’96 ha preso il posto da titolare grazie all’infortunio di Masiello e a suon di gol (già due in campionato) non ha intenzione di lasciarlo. In un’intervista a Sportweek ha rilasciato qualche dichiarazione sul suo idolo, Marco Materazzi: «Ho un 23 tatuato in suo onore. Avevo 16 anni e giocavo nelle giovanili della Fiorentina. Mi piaceva l’idea di rendere visibile il mio modello calcistico. Mio padre era interista sfegatato. Dico “era” perché adesso tifa per le squadre dove ci sono io. Ma in famiglia la tradizione nerazzurra è ben salda, zii compresi. Pur abitando distanti, quando riusciva papà mi portava a San Siro».

Mancini prosegue: «L’amore è scoppiato nelle notti indimenticabili del Mondiale 2006. Mi piaceva molto il suo modo di affrontare la partita, la fisicità e la grinta che metteva su ogni pallone. Il fatto di non avere mai paura, di metterci la faccia pure nei momenti bui. Crescendo ho ammirato tanti altri giocatori nel mio ruolo: Nesta, Sergio Ramos, Thuram. Ma Materazzi è sempre stato avanti a tutti. E lo è tuttora. L’ho incontrato dopo il mio primo anno a Perugia, quando il massaggiatore si era incuriosito per il tatuaggio e ha mandato un messaggio a Marco per dirglielo. Mi ha dimostrato come un campione può restare una persona normale. Se domani battiamo l’Inter do un dispiacere a Marco? Beh, mi perdonerà. Anche perché il suo 23 sarà per sempre».