Barone: «Voglio una squadra all’altezza della città. No a Milik, su Iachini e Prandelli…»

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Barone Fiorentina
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Joe Barone, direttore generale della Fiorentina, ha parlato alla Gazzetta dello Sport: queste le dichiarazioni del dirigente viola

Joe Barone, direttore generale della Fiorentina, ha parlato sulle pagine della Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole.

FIORENTINA – «Vogliamo portare la squadra al livello della città – spiega il direttore generale. Abbiamo bisogno di un po’ di pazienza ma tutte le componenti del mondo Fiorentina spingono in questa direzione. Poi c’è la nascita del Centro Sportivo. Abbiamo fatto un passo importante. La nostra volontà è che nel gennaio 2022 i nostri tesserati siano tutti in campo a Bagno a Ripoli. Infine c’è la questione stadio. Mi sento ferito profondamente. Mi aspettavo qualcosa di più. Ma non mi arrendo».

IACHINI – «Intanto voglio dire che con Ia- chini abbiamo avuto un rapporto onesto, di massimo rispetto. Ma nel calcio bisogna guardare i risultati. Dal punto di umano ci è dispiaciuto esonerare Beppe ma non potevamo fare altrimenti. Ed è una decisione che è stata condivisa da tutti. Mi riferisco a Rocco, al sottoscritto, a Daniele Pradè. Lo dico perché qualcuno, nel tentativo di destabilizzare l’ambiente, ha ipotizzato divisioni all’interno della società. Noi non accettiamo questo tipo di attacchi, da qualunque parte arrivino. E credo che non li accetti neppure il popolo viola. Andiamo avanti. La situazione generale è delicata. Stiamo vivendo un momento terribile. Il Covid sta provocando una Guerra Mondiale eppure…».

INVESTIMENTI – «Con il Centro Sportivo e le perdite di questi due primi anni, siamo arrivati a oltre 300 milioni, penso sia il più grande investimento nella storia della Fiorentina in così poco tempo. È da febbraio scorso, dalla partita contro il Milan, che non entra un soldo. A parte i diritti televisivi. Quante altre proprietà darebbero simili input? Rocco ha già messo nella Fiorentina tanti tanti soldi, paga regolarmente tesserati e dipendenti e soprattutto ci mette sempre il cuore. Noi siamo uniti al 100% ed è brutto sentire falsità o cose inventate. Noi rispettiamo tutti, siamo trasparenti e diciamo la verità. Sarebbe giusto ricevere lo stesso trattamento».

PRANDELLI – «Perchè lui? Ho conosciuto Cesare all’evento nel Salone dei Cinquecento in ricordo del vostro collega Alessandro Rialti. E ho riportato subito un’ottima impressione. La verità è che è stato Prandelli a volere la Fiorentina. In che senso? Nel nostro primo colloquio non ha chiesto tre anni di contratto e non mi ha detto che ci porterà subito in Europa. Abbiamo parlato di calcio, di rapporti, di allegria, di gruppo. Lui crede nella nostra società che premia la meritocrazia e nel valore dell’attuale squadra. Vi confesso, con Prandelli avrei parlato ore e ore di pallone. Dopo questo confronto insieme a Daniele Pradè abbiamo detto ho detto a Rocco che era la persona giusta».

CALCIO DI PRANDELLI«Idee che sono convinto valorizzeranno i nostri tre attaccanti Vlahovic, Kouame e Cutrone, tre ottimi giocatori. Il calcio di Cesare farà rendere ancora di più Ribery che a volte brucia energie inutilmente, esalterà il rendimento di un Castrovilli che è partito alla grande e di Amrabat che era e resta un grande acquisto».

CALLEJON – «Callejon con Cesare farà qualcosa di speciale. Peccato che lo spagnolo sia stato colpito dal Covid. Lo stavamo piano piano recuperando ai livelli migliori. Speriamo non torni troppo indietro. E anche Quarta farà bene, peccato per l’espulsione all’Olimpico. Prandelli la pensa come noi su un altro aspetto».

SARRI E SPALLETTI – «Siamo all’inizio del cammino di Cesare e lui deve lavorare senza avere fastidi di nessun genere. Non esiste nessun altro tecnico. Chiedo a tutti i tifosi viola di proteggere Prandelli. Di essere al suo fianco. Noi come società siamo con lui al cento per cento».

MILIK E PIATEK«Noi abbiamo gli attaccanti giusti. Punto e basta. Non vedo l’ora di vederli lavorare con Cesare. A proposito, dopo aver fatto fare esperienza al giovane tecnico Aquilani con Iachini ora abbiamo portato avanti un altro allenatore del settore giovanile e cioè Donadel. Come società cerchiamo di valorizzare le nostre figure. Sono dettagli ma per noi sono dettagli importanti».

OBIETTIVI – «Se rimane quello di fare meglio dello scorso anno? Certo. Siamo convinti di aver allestito una squadra equilibrata in ogni reparto. E, lo ripeto, con Cesare il nostro attacco darà le risposte che aspettiamo. Qualcuno ingiustamente ci accusa di non aver fatto investimenti. Andate a rivedere le cifre delle ultime campagne acquisti, o di quanto è cresciuto il nostro monte ingaggi che è passato da 49 a 70 milioni in due stagioni. Ci sono società come Atalanta o Napoli che stanno facendo molto bene ma che hanno dovuto aspettare una sei e l’altra quattro anni per raggiungere traguardi significativi. Abbiamo investito e tanto. Solo che i risultati non sono arrivati. Ma il campionato è appena iniziato. C’è ancora il tempo di raccontare un’altra storia».