Prima Buffon, poi Benatia: Juventus, c’è un problema di comunicazione

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Dopo Buffon Benatia ha un travaso di bile social: la risposta a Crozza è la punta dell’iceberg della Juventus, c’è un problema di comunicazione per i bianconeri

La Juventus ha un problema di comunicazione. Fino a una settimana fa la situazione non si era palesata, adesso è deflagrata dopo il caso Michael Oliver. Prima Gianluigi Buffon viene lasciato parlare a ruota libera dopo un’eliminazione scottante, poi Medhi Benatia – dopo qualche dichiarazione troppo sopra le righe – risponde su Instagram a Maurizio Crozza con offese da bar. C’è qualcosa che non va. Il travaso di bile per il rigore in Real Madrid-Juventus è stato molto ampio, ma la società doveva evitare che i buoi scappassero dalla stalla in questo modo. Una dirigenza come quella della Juventus, sempre attenta ai particolari, non può permettere queste scenate. Di Buffon si è già detto: non andava fatto parlare a Madrid. Era la sua ultima partita in Champions League, riteneva di aver subito un torto (vero o presunto, in questo caso importa poco) ed era stato espulso. Difficilmente avrebbe fatto un complimento al signor Oliver.

I casi Benatia Buffon e la presunta satira di Crozza

Se si vuol essere pignoli, si può dire che la Juventus avrebbe dovuto far fare a Buffon una nota di scuse o quantomeno con i toni più bassi per l’esempio non costruttivo dato dopo Madrid. Invece, come troppo spesso accade nel giornalismo italiano, il diretto interessato ha parlato a Le Iene invece che agli organi sportivi e la situazione non è cambiata. Anzi, si è aggiunto il caso Benatia. Partiamo da un semplice assunto: non è delicato parlare di stupro per un presunto errore arbitrale. Tutto quel che avviene dopo, fa comunque pendere la bilancia dalla parte del torto. Poi arriva Maurizio Crozza ed ecco il patatrac. È Crozza, non Ricky Gervais o Daniele Luttazzi o Louis CK: uno che pensa di fare satira offendendo e usa il gioco di parole “fallo” nel 2018, ben inteso. La risposta di Benatia però è senza scuse, la Juventus doveva rimediare. Si dirà che non poteva bloccare il cellulare di Benatia o leggerli nel pensiero, ma comunque non doveva permettere una reazione rabbiosa simile. Non ci meravigliamo, poi, se il calcio italiano diventa un catino di isterie e ignoranza.