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Caldara studia da rossonero, ma contro il Cagliari sarà di nuovo in panchina

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Nuovo modulo, nuovo ambiente e nuovi meccanismi da oliare per Caldara che scalpita ma a Cagliari siederà di nuovo in panchina

Parola di Gattuso: «Caldara è una spanna sopra gli altri». E noi, ci fidiamo. Il tecnico rossonero pronunciò queste parole prima della trasferta di Napoli e il suo obiettivo non era quello di sminuire gli altri ma esaltare Mattia a 360 gradi, scegliendo un’afferma­zione a effetto soprattutto per mitigare l’esclusione dall’undi­ci titolare del giorno dopo. Sì perché con Caldara tutti si aspettavano di vederlo in cop­pia con Romagnoli fin da subi­to su quel tandem centrale de­ stinato a fare la storia rossonera e azzurra. Il fatto è che dopo Napoli di partita ne è passata un’altra, domenica ce ne sarà un’altra ancora e a quanto pare non sono previste novità particolari. In altre pa­role: Mattia è destinato a parti­re come riserva anche a Caglia­ri.

Parlare di caso è prematura ma la sua assenza spicca in mezzo alle altre. Perchè in Nazionale sì e al Milan no si chiedono i tifosi. Gattuso per la ve­rità non si è mai trincerato die­tro misteri inenarrabili. Anzi, come d’abitudine è sempre sta­to piuttosto chiaro. Qualche settimana fa per esempio disse: «Viene da un calcio diverso dal nostro, ha metodi di lavoro diversi, lo sapevo che era abituato in un certo modo e non possiamo reset­tare ciò che ha avuto in testa in questi anni, ma ha grande mentalità e voglia, e non ci sarà nessun problema». Qualche giorno fa invece è stato anche più netto, se mai qualcuno non avesse capito il messaggio: «Dobbiamo mettere i giocatori in condizione di esprimersi al meglio e di non fare figuracce». Più chiaro di così.

Caldara titolare giovedì?

Bisogna aspettare ancora un po’, forse fino a giovedì. Possibile, probabile, che Mattia possa debuttare dal primo minuto in Lussemburgo. Un avvio teoricamente soft per iniziare a preparare tutto il re­sto: il Milan per tre settimane giocherà ogni tre giorni e quin­di ci sarà tempo e modo per af­finare l’intesa con Romagnoli e soprattutto per capire con suf­ficienti garanzie ciò che chiede Gattuso. Paradossalmente il processo di crescita di Caldara all’interno del Milan è staro rallentato proprio dalla Nazionale che ha privato Gattuso del suo difensore. E’ ragio­nevole pensare che se Caldara fosse rimasto a Milanello, a Ca­gliari avremmo visto lui dal pri­mo minuto. E’ questa la chiave di lettura più corretta in questo caso: certamente di più rispet­to alla corrente di pensiero che riduce tutto all’errore commes­so col Portogallo. In azzurro ha fatto il rodaggio a fianco di Romagnoli, ora tocca a Gattuso lanciarli definitivamente.

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