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A tutto Crespo: «Io mix tra Icardi e Higuain. Juve? Un’altra dimensione»

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Hernan Crespo ha rilasciato una lunga intervista, partendo dal derby di Milano fino alla situazione del suo Parma

«A chi assomiglio di più tra Icardi e Higuain? In realtà ero un mix: sotto porta mi muovevo come Icardi ma partecipavo al gioco come Higuain». Hernan Crespo, ex nerazzurro e rossonero, ha detto la sua sul derby di Milano, sul campionato e il futuro dell’Italia. «L’Inter è più avanti. Dopo 6 anni ha ritrovato la Champions, è partita bene, Suning lavora da più tempo di Elliott. Il Milan arriva da un periodo travagliato, con Leonardo e Maldini si comincia a ricreare un po’ di identità ma servirà qualche anno per tornare ai tempi d’oro».

El Valdanito si è soffermato poi sulla Juve: «È in un’altra dimensione. Non vedo come possa perdere lo scudetto se non auto-eliminandosi. E sarà così per altri 2-3 anni: l’ingaggio di Ronaldo fa capire la differenza. CR7 uno dei migliori della storia. Spero che diventi contagioso convincendo altri campioni a venire in Italia, così si torna ai vecchi tempi. Cosa mi impressiona di lui? La mentalità. Quando Ancelotti e Mourinho guidavano il Real ho assistito a diversi allenamenti e ho capito cosa Ronaldo pretende da se stesso e dagli altri. Delle doti tecniche è inutile parlare, le vedono tutti».

L’opinione di Crespo sull’Italia e sul suo Parma

Crespo si sofferma poi sulla situazione dell’Italia, con Mancini al timone: «Mi piacciono molti attaccanti in Serie A, tra cui Pavoletti, Belotti e Inglese. Ma se Mancini ha scelto di giocare senza attaccante un motivo c’è. Rispetto ai miei tempi siamo in un’altra epoca, avevamo il miglior campionato del mondo. Non è giusto caricare i giovani di troppe responsabilità. Ora non ci sono goleador universali. Prendiamo Immobile: tanti gol con Torino e Lazio, due volte capocannoniere, però a Siviglia ha faticato come a Dortmund e in Nazionale. Una volta i vari Inzaghi, Vieri, Casiraghi e Signori giocavano molte più partite internazionali, nelle coppe le italiane arrivavano sempre in fondo, non si correvano grandi rischi a qualificarsi per Europei e Mondiali. Non andare in Russia è stato un grande danno. Due che possono risollevare la situazione? Sta esplodendo Bernardeschi, lo aspettavamo. E Insigne che Ancelotti prova centravanti non è più solo un’ala».

Infine Crespo chiosa con un commento sulle coppe europee e sul suo Parma: «La Champions, piaccia o no, riguarda solo la Juve. In Europa League vorrei vedere un’italiana almeno in finale. È pazzesco se penso che il mio Parma del ’99 fu l’ultimo a vincerla, sono passati quasi 20 anni. Non l’avrei mai pensato. Sono contento del grande inizio di stagione del Parma. Ho fatto parte della risalita dalla C e dalla B, ho presentato i cinesi. Poi ho preferito farmi da parte. Fui uno degli ultimi a chiudere la porta dopo il fallimento, ora sento di aver saldato il debito verso la squadra e la città che mi accolsero».