Cristante, Berardi e Kluivert: la Roma vuole cambiare volto

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La nuova Roma prende forma: settimana di calciomercato decisiva per un tris di colpi in entrata, da Cristante a Kluivert passando per Berardi

Settimana di calciomercato di cruciale importanza per la Roma: il direttore sportivo Monchi, dopo aver già ultimato le operazioni Coric e Marcano, punta a mettere a segno tre nuovi colpi. I nomi caldi sono quelli di Bryan Cristante, Domenico Berardi e Justin Kluivert. Innesti evidentemente dispendiosi che andrebbero a cambiare il volto della Roma ed a rappresentare un preludio ad alcune uscite, sostanzialmente finalizzate a finanziare gli investimenti entrata e dunque a mantenere una certa parità di bilancio. Lo stato delle casse del club giallorosso è senz’altro più florido rispetto alle recenti estate: i paletti imposti dal financial fair play sono attualmente allentati dalle copiose entrate che il percorso in Champions League ha generato. Un attivo di circa novanta milioni di euro che non impone alla Roma un’operazione in uscita di una certa pesantezza. Per intenderci, lavorando con dovizia non si renderebbe affatto necessaria la cessione di un pezzo da novanta quale Alisson. Richiestissimo da mezza Europa.

Roma, cosa porta Bryan Cristante

Centrocampista di evidente livello. Secondo a pochi in termini di aggressione degli spazi e freddezza negli ultimi metri, le dodici reti stagionali messe a segno tra campionato ed Europa League la dicono lunga sulle abilità di questo calciatore. Oltre ai buoni fondamentali e ad una fisicità di un certo spessore. Bryan Cristante si è consacrato nel terreno fertile dell’Atalanta di Gasperini ed è pronto per il grande salto in una squadra di prima fascia: la Roma è avanti e bene farebbe a definire tutti gli aspetti della vicenda. Può rappresentare la più credibile delle alternative a Radja Nainggolan, ma può coesistere con il belga in un’eventuale impostazione con trequartista. In un 4-3-1-2 uno può agire da mezzala e l’altro da trequartista. Possono coabitare anche nel 4-3-3 base proposto da Eusebio Di Francesco, ovviamente interpretato in chiave offensiva, con due mezzali di proposizione offensiva ed un mediano a schermare la linea difensiva. Cristante rappresenta in pieno il restyling che la Roma ha fissato come suo obiettivo: a centrocampo, considerato anche il fresco innesto di Coric, ma anche e soprattutto sugli esterni offensivi.

Roma, cosa porta Domenico Berardi

Analizzando i carenti dati offensivi della Roma 2017-18, emerge sin da subito come siano necessari degli esterni offensivi capaci di capitalizzare più di quanto sia accaduto finora. Il lavoro di Monchi si sta orientando proprio su questo aspetto: rifornire Eusebio Di Francesco di attaccanti laterali che svolgano sì un’importante funzione tattica, ma che sappiano allo stesso modo trovare la via del gol con una certa continuità. I recenti numeri di Domenico Berardi non raccontano propriamente questo, ma quelli di un paio di stagioni fa lo fanno in pieno: attaccante di talento capace di centrare la porta avversaria con una discreta varietà di soluzioni. Piace molto al suo vate Di Francesco, che lo ha allenato proprio ai tempi del Sassuolo: l’allenatore giallorosso, dovesse concretizzarsi l’operazione, punterebbe a ritrovare quel tipo di calciatore. E non è escluso che possa riuscire nell’intento: il feeling tra i due è piuttosto evidente, le conoscenze e le richieste anche. Che Berardi possa ritrovarsi e rilanciarsi all’ombra del Colosseo?

Roma, cosa porta Justin Kluivert

Cristante classe 1995, Berardi 1994 seppur sembra che giochi da una vita. Il disegno è chiaro: rinnovare l’organico, o meglio rinfrescarlo, con calciatori di qualità ma allo stesso tempo di chiara prospettiva futura. In altre parole: forti e pronti nel presente, ma futuribili. Il ’97 Coric rinforza ulteriormente l’idea, il classe 1999 Justin Kluivert è l’emblema della nostra argomentazione. Esterno offensivo come Berardi, ennesimo figlio del meraviglioso parco giovani dell’Ajax, figlio di Patrick e talento potenzialmente strepitoso: abbina un’eccellente qualità nell’esecuzione alla rapidità delle sue movenze. Kluivert è un fenomeno in fieri. La sua formazione può passare dall’Italia, il posto giusto per conoscere un calcio molto differente da quello che sta praticando oggi. In Olanda c’è una maggiore libertà d’azione: l’attenzione estrema agli equilibri è un piatto sconosciuto, mentre invece è tra i simboli più palesi del nostro campionato. Sarebbe ingiusto chiedergli di imporsi sin dalle primissime battute: ha diciannove anni ed andrebbe a compiere un salto in una realtà calcistica sostanzialmente agli antipodi della sua attuale. Ma se la Roma ha scelto di investire sul suo profilo una cifra che si aggira intorno ai venticinque milioni di euro, in lui ha intravisto le potenzialità del fenomeno: nelle sue undici reti stagionali – e nei suoi cinque assist – c’è la stoffa del predestinato. Il resto lo conosceremo nei prossimi giorni.