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L’Egitto costretto a cambiare maglia ai Mondiali 2026: il motivo e la decisione ufficiale della FIFA
L’Egitto cambia maglia ai Mondiali 2026: la decisione ufficiale della FIFA e quanto è successo alla Nazionale di Salah
Alla vigilia del suo atteso debutto ai Mondiali 2026 contro il Belgio, in programma lunedì 15 giugno a Seattle (ore 21 italiane), l’Egitto scenderà in campo con una divisa profondamente modificata. La FIFA ha infatti ordinato alla Federazione calcistica egiziana (EFA) di alterare significativamente la maglia dei “Faraoni”, scatenando un acceso dibattito tra i tifosi.
L’addio al simbolo del dominio africano
La modifica più evidente e dolorosa per i sostenitori egiziani riguarda la rimozione delle sette stelle poste sopra lo stemma della Nazionale. Questi simboli rappresentano il dominio incontrastato dell’Egitto nel calcio africano, celebrando la cifra record di sette trionfi in Coppa d’Africa (vinti nel 1957, 1959, 1986, 1998, 2006, 2008 e 2010). Nessun’altra nazione ha mai vinto il campionato continentale tante volte quante i Faraoni: un patrimonio identitario a cui i fan sono profondamente legati.
Tuttavia, il rigido regolamento della FIFA sulle attrezzature della Coppa del Mondo parla chiaro: le stelle sui kit nazionali possono rappresentare esclusivamente i trionfi mondiali, non i trofei continentali. Non avendo mai vinto la competizione iridata, l’Egitto ha dovuto incassare il divieto. L’EFA ha diramato un comunicato confermando la ricezione della notifica ufficiale: “La FIFA ci ha informato che le stelle che rappresentano i tornei continentali non sono ammesse sulle maglie dei Mondiali”.
Numeri bianchi per le dirette TV
Oltre alla rimozione delle stelle, l’organo di governo mondiale ha imposto di modificare il colore della numerazione. Lo storico colore oro, da anni parte integrante del design egiziano, è stato bocciato poiché, secondo i vertici del torneo, non garantirebbe un contrasto sufficiente per gli ufficiali di gara e per le trasmissioni televisive.
I giocatori dovranno quindi indossare numeri bianchi per migliorare la visibilità in campo. La Federazione ha tuttavia chiarito che questa specifica richiesta era già nota e pianificata da tempo: “Non è una sorpresa ed ne eravamo già a conoscenza prima del torneo”.
La linea dura: il caso Haiti
Mentre l’Egitto, inserito nel Gruppo G con Nuova Zelanda e Iran, si prepara a esordire cercando la sua prima storica vittoria in quattro partecipazioni mondiali, il suo caso si unisce a quello di Haiti. Anche la nazionale caraibica ha dovuto adeguare la propria divisa in extremis: la FIFA ha vietato la presenza di una bandiera commemorativa e di un’illustrazione della Battaglia di Vertières (1803), ritenendo il design di natura troppo politica.