Juve, ricorda gli esempi di Guardiola e Redondo: Iniesta serve davvero?

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Calciomercato Juve: le avventure in Italia di Guardiola alla Roma e di Redondo al Milan sconsigliano l’acquisto di Iniesta. Troppo diverso il modo di intendere il calcio rispetto alla Spagna, con i bianconeri che rischiano di snaturarsi

Anche in Spagna sta prendendo piede un’ipotesi clamorosa. Perché Andres Iniesta sta seriamente pensando di lasciare il Barcellona. Il rinnovo di contratto con i blaugrana tarda ad arrivare e ora il genio spagnolo starebbe riflettendo sull’ipotesi di un’avventura fuori dai confini nazionali. Su di lui c’è la Juve, che già da qualche mese sta sondando il terreno per un giocatore considerato dall’opinione pubblica come uno dei migliori della storia del calcio. Ma ai bianconeri serve davvero uno così?

Più che una domanda questa può essere intesa come una provocazione. E in qualche modo lo é a tutti gli effetti. Ma il rischio che l’arrivo di Iniesta possa snaturare la Juve c’é ed é concreto. La sua classe servirebbe eccome ai bianconeri, ma Allegri dovrebbe riadattare la squadra intorno a lui, dandogli un ruolo centrale nel gioco. E, probabilmente, la collocazione di Iniesta insieme ad uno fra Pjanic, Khedira e Marchisio rischia di rendere un po’ troppo leggero il centrocampo di un 4-2-3-1 che diventerebbe atipico.

Guardiola e Redondo gli esempi che sconsigliano Iniesta

L’abitudine di Iniesta a giocare con il 4-3-3 forzerebbe Allegri a proporre lo stesso modulo del Barcellona. Ma, a quel punto, servirebbe alla Juve un giocatore con le caratteristiche di Busquets, che nessuno dei centrocampisti attualmente in rosa ha. Per questo motivo l’arrivo di Don Andrés a Torino complicherebbe e non poco i piani tecnico-tattici bianconeri, rischiando di rovinare un giocattolo che, se non è perfetto, ci è comunque molto vicino. In più, ad avvalorare la tesi di chi pensa che Iniesta da solo non sia in grado di cambiare il volto della Juve, si aggiunge una tradizione sfavorevole ai palleggiatori ispanici.

Guardiola alla Roma e Redondo al Milan rappresentano alla perfezione due esempi (entrambi falliti) di come sia difficile incastrare dei registi abituati al palleggio spagnolo nel calcio italiano. La classe di entrambi non è riuscita a sposarsi con i tatticismi del nostro paese. Il grande Pep, nella Capitale, non ha mai convinto, mentre l’argentino ex Real Madrid al Milan ha steccato, anche per via di tanti infortuni gravi. Insomma, la domanda non è affatto scontata: serve davvero Iniesta alla Juve di oggi?