Juventus: allo Stadium si scansano proprio tutte. Anche il Napoli?

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Lecito sorridere di come il Sassuolo si sia “scansato” al ciclone Juventus. Allo Stadium però dal 2011 ad oggi quella neroverde non è l’unica squadra ad aver raccolto zero: si scansano proprio tutte?

Ridere fa bene alla salute. Lo diceva anche Robbie Williams in quel film, Patch Adams. Robbie Williams che poi infatti è morto depresso, però magari questa è un’altra storia. Diciamo per convenzione in linea di massima che ridere, anzi sorridere di (quasi) tutto allunga la vita o quantomeno rende il tragitto dalla culla ai cipressi un po’ meno greve. Che già vivere è una faticaccia non indifferente di suo, se ci aggiungiamo pure tutto il resto tanto vale optare direttamente per l’eutanasia e buonanotte. Sorridere della vittoria per 7 a 0 della Juventus ieri sul Sassuolo poi, non è solo terapeutico, perché aiuta a sdrammatizzare e digerire l’amara verità (il livello attuale della Serie A è clamorosamente imbarazzante), ma è pure un buona pratica di, come vogliamo chiamarla… “giustizia morale”? Sì, perché prendere sette gol, seppure dalla squadra che ha dominato gli ultimi sei campionati di fila, rappresenta comunque un’epica figura di merda, se volete una perdita della dignità a livelli calcisticamente evidenti. Diciamo le cose come stanno: ieri la Juventus non ha battuto il Sassuolo. Lo ha sportivamente stuprato.

Lecito dunque prendere in giro chi è uscito dal campo sverginato da ogni amor proprio. Spiace sia capitato stavolta al Sassuolo, società modello per tutte quelle che, affacciatisi al massimo un paio di volte nella storia recente alla folta platea della A, sono poi finite nel giro di una o due stagioni spiattellate sull’asfalto come un gatto in tangenziale. Il Sassuolo, per intenderci meglio, non è la comparsa di un B-movie softcore americano anni ’70, una di quelle attricette finite a mendicare dopo un fugace successo per una dose di crack. I neroverdi sono anzi una signora squadra, incappata giustamente o ingiustamente nella partita sbagliata contro la squadra sbagliata nella stagione più sbagliata tra le ultime disputate a discretissimi livelli. Ci sono però le aggravanti.

Juventus e Sassuolo vittime di sé stesse, ma gli altri cosa si ridono?

La presunta sudditanza emiliana (mai ammessa, ma nemmeno a fatti mai smentita) nei confronti della Juve in termini di mercato e rapporti inter-societari non depone a favore di clemenza. Le voci sull’impiccio bianconero nell’affare Napoli-Politano e, ultima ma non ultima, la polemica riguardante l’impiego che la figlia di Carnevali (amministratore delegato del Sassuolo) avrebbe come brand manager proprio alla Juve (leggi anche: CONFLITTO DI INTERESSA SASSUOLO? LA FIGLIA DI CARNEVALI ALLA JUVENTUS) alimentano evidentemente il sarcasmo della rete. Perché negarlo? I bianconeri in casa contro i neroverdi hanno sempre più o meno facilmente vinto: lo dicono i numeri. Non che vincere o anche solo pareggiare all’Allianz Stadium sia cosa da tutti, però quando ti porti dietro la nomea di “colonia juventina” è anche difficile restare impermeabili alle malignità altrui. «È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio»: lo diceva Einstein, mica uno stronzo qualsiasi.

Fossi però ad esempio un tifoso del Benevento, squadra che quest’anno avrebbe meritato anche più di una semplice umiliazione, se non altro per l’approccio dilettantistico alla categoria e l’incapacità manifesta dei suoi dirigenti, oggi eviterei di fare ironia sul Sassuolo, squadra che tutto sommato regge comunque l’urto del massimo campionato da un po’ di anni a questa parte senza patemi esagerati. Il popolo sannita è per giunta pure quello che ha di fatto coniato l’espressione “forche caudine” per designare emblematicamente il paradigma più alto dell’umiliazione (ancora prima della nascita di un genere porno dedicato). Oggi si ritrova con sette miseri punti in Serie A dopo ventitre partite ed una squadra sorretta da Sandro e Sagna, giocatori innominati sin dall’epoca di Football Manager 2010: gran bella figura del cazzo. Fossi pure un tifoso del Napoli, limiterei al minimo la satira sul presunto succursalismo sassuolese a Torino.

Lo “scansometro”: Napoli disastroso allo Stadium dal 2011

Il Sassuolo allo Stadium non ha mai vinto, è vero. Di più: raramente se l’è giocata. Raramente se l’è giocata però pure il Napoli da quelle parti, e questo andrebbe specificato per amore di obiettività. Dal 2011 ad oggi i partenopei nella Torino bianconera in campionato non hanno raccolto nemmeno un pareggio incassando la bellezza di 14 gol (quattordici, sì) e segnandone appena due. Non ci pare che ne nessuno però abbia mai parlato dell’avversaria per lo Scudetto più accreditata della Juve particolarmente propensa a scansarsi nei match clou della stagione. Sarà piuttosto che vincere da quelle parti è dura se sei una delle squadre più forti d’Italia, figurati se ti chiami Sassuolo… Di certo Napoli non è succursale di nessuno, eppure oggettivamente negli ultimi anni non ha certo fatto meglio del Sassuolo all’Allianz.

Ridere fa bene, l’ironia è un’arma preziosissima e, lo ripetiamo, mai come in queste ore pienamente giustificata. Ridendo poi talvolta si finisce anche con il dire la verità o, ancora più spesso, col rilanciare argutamente la provocazione. Dunque provocatoriamente vale la pena chiedersi se davvero il Sassuolo in versione Negramaro («Fai di me ciò che vuoi») di ieri non si sia presentato a Torino da vittima sacrificale designata per pigrizia o deformazione mentale. Varrebbe la pena però pure chiedersi se, a questo punto, non siano un po’ troppe le squadre solite a “scansarsi” a Torino negli ultimi tempi. Tra queste magari potrebbe esserci, e dico potrebbe eh, pure il Napoli: ci ridiamo su lo stesso?