Mihajlovic sfida la Juventus: «Domani ci sarà anche il Grande Torino»

mihajlovic
© foto www.imagephotoagency.it

A due giorni dalla ricorrenza di Superga, il Torino è atteso dal derby della Mole contro la Juventus: ecco le dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia di Sinisa Mihajlovic

Reduce dal pareggio con la Sampdoria, il mondo granata è pronto per l’atteso derby Juventus-Torino, valido per la 35^ giornata di Serie A. Intervenuto in conferenza stampa, il tecnico Sinisa Mihajlovic ha presentato la sfida contro la formazione di Massimiliano Allegri: «Il fatto che il derby arrivi dopo solo due giorni da questa ricorrenza, ci può dare uno stimolo in più per fare una grande partita. Per noi Superga rappresenta il passato e il presente, corpo, anima, sangue, radici e bandiera: una memoria da onorare. Per molti che non conoscono cosa sia il Toro, questa è solo retorica. Ma io credo che il Toro, quando scende in campo, lo fa con la sua storia: e domani penso che sarà così, ci sarà anche il Grande Torino. Non vuol dire che vinceremo, perché incontriamo la squadra più forte d’Italia e forse d’Europa. Ma lotteremo, questo sì. La Juve non ha punti deboli, lo sta dimostrando anche in Europa, ha la porta inviolata anche in Champions con la difesa più forte del mondo. Per noi è un bel banco di prova: loro hanno anche tante soluzioni davanti, ma io credo che non esistano squadre imbattibili, ed è così anche per la Juve. Ci proveremo, ma non sarà disonorevole perdere: lo sarà solo se non avremo fatto di tutto per vincere. Ma sono sicuro che ci proveremo fino all’ultimo».

Verso Juventus-Torino: le parole in conferenza di Mihajlovic

Continua il tecnico granata Mihajlovic, come riportano i colleghi di Toro.it: «Superga? Non sono nato e cresciuto nel Toro. Sono un professionista e non un tifoso, ma considero l’aver partecipato ieri alla messa un privilegio. Per i tifosi del Toro il 4 maggio non è una data qualsiasi: noi siamo stati lì ieri per onorare il passato cercando di essere all’altezza, e domani avremo la possibilità di dimostrarlo ripeto. Per me è stato emozionante: era la prima volta, vedo quanto amore e quanta passione ci sono, e vedo che nessuno ha altre caratteristiche come questa. Per fare risultato lì, servirà una gara perfetta. Allo Stadium hanno perso tutti. Dovremo essere bravi a sfruttare le poche occasioni che avremo, perché non penso che ne avremo come nelle gare precedenti. E poi dovremo essere bravi, concentrati e disperati a non farli segnare: alla prima palla loro segnano, ci va anche un pizzico di fortuna. Se giochiamo come sappiamo, li possiamo mettere in difficoltà. Se saranno distratti? No, non penso proprio: col Monaco han vinto pure 2-0 in trasferta, e hanno la qualificazione in tasca. Magari ora faranno gesti scaramantici, ma credo sia difficile per il Monaco recuperare. Sullo striscione del Filadelfia e le scritte di Superga? Buffon ha già risposto. E gli fa onore, perché non doveva dimostrare di essere un campione fuori dal campo. Ha detto già lui tutto: aveva ragione, stiamo oltrepassando il limite. E lo dico pensando anche a quel che è successo a Roma: le minacce non hanno senso. Il calcio è passione e rivalità, vero, ma sono cose che non dovrebbero accadere. Mi sono posto pure io una domanda, pensando a Roma: davanti al Colosseo, c’è tutto il tempo per fare questo? Nessuno li ferma? La cosa fa un po’ paura. Ci si mette più tempo a mettere striscioni che una bomba. E tutto questo nel centro di Roma alle 23.30 di sera, senza che nessuno intervenga. Stiamo oltrepassando il limite».

Allegri, Belotti e molto altro: la chiusura di Mihajlovic

Terza ed ultima parte della conferenza stampa del tecnico serbo: «Allegri? È più magro di me. E non so se è un pregio o un difetto. Scherzi a parte, ha dimostrato di essere uno dei più bravi al mondo, non era facile dopo Conte. Quest’anno ha la possibilità di vincere il triplete e non è da tutti. Non lo conosco bene, ma so che fa bene quello che fa. Va merito a lui. Mi darebbe fastidio pensare che domani mi batta. Ritiro della numero 10 di Totti? Con gli addii di Maradona, Zico, e altri: andrebbero tolte tutte le maglie 10, non solo la sua. È penso il più grande giocatore italiano degli ultimi 20 anni. Farà dispiacere vederlo salutare il campo: bisognerà capire se rimarrà nel calcio, spero che resti in questo ambiente.Io alla Juve? Si erano dette tante cose, chissà se sono vere o meno… Iturbe? Dopo la gara con la Samp avevo detto di essere contento che avesse segnato. Si è fatto trovare pronto dopo l’infortunio di Cagliari: ancora non è in condizione, non credo che domani partirà dall’inizio. Anche perché fisicamente non è al massimo. Belotti? Gli ho parlato, l’ho visto un po’ ossessionato dal gol, e così non deve essere. Deve stare sereno e tranquillo: finché si farà guidare dalla sua generosità farà sempre gol e sarà sempre amato dai compagni. È forse un pochino distratto da tutto quello che gli sta capitando, ma è comprensibile: la sua stagione è già straordinaria. Noi tutti vorremmo che vinca la classifica, ma soprattutto per me conta più la squadra. Conta vincere la gara, con i suoi gol sarei ancora più contento. Deve giocare come sa. Buffon non giocherà? Per me è un leader è un capitano. Neto l’ho portato io in Italia, a Firenze. So le sue qualità: è un grande portiere, è difficile quando un portiere gioca poche partite farsi sempre trovare pronto. Non penso che Allegri lo faccia giocare senza fiducia nei suoi confronti: probabilmente avrei fatto anche io questa scelta, di tenere a riposo Gigi. Tattica? Prepariamo sempre le gare per dare un certo equilibrio, ma magari poi non sempre è così nell’arco dei 90′. Noi giochiamo sempre per vincere, mai per non perdere. L’abbiamo preparata così, anche questa, sapendo i loro punti forti e i pochissimi deboli che hanno, ma dipenderà anche da noi. Avremo delle occasioni, non tante ma ne avremo. Dovremo essere bravi a sfruttarle. Loro sono fortissimi, ci metteranno in difficoltà. Sappiamo che è difficile, ma non è impossibile, e noi ci proveremo», riporta Toro.it.