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Lahm commenta la crisi del calcio italiano: «Un movimento rimasto indietro di decenni! E se la Germania imboccasse quella strada…»
Lahm commenta la crisi del calcio italiano: «Un movimento rimasto indietro di decenni!». Il confronto dell’ex Bayern Monaco col resto d’Europa
In un editoriale sul Guardian, Philipp Lahm ha indicato il calcio italiano come un sistema in ritardo rispetto ai modelli europei, soprattutto a quello spagnolo, citando il fallimento dell’Italia verso il Mondiale 2026 e l’assenza di club italiani nei quarti di Champions League come segnali evidenti della crisi.
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PAROLE – «La scuola spagnola ha soppiantato quella italiana come modello di eccellenza. L’Italia continua a produrre allenatori per il mercato internazionale, anche dopo Carlo Ancelotti. Ma le squadre non vincono più. Un anno fa scrissi nella mia rubrica che al calcio italiano mancano intensità, impegno, dinamismo, atletismo e iniziativa, ed è per questo che non ha più giocatori di livello mondiale. In risposta, la Süddeutsche Zeitung, un giornale della mia città natale, Monaco, mi accusò di ripetere ‘cliché’.
Eppure, quest’anno ai quarti di finale di Champions League non ci sono squadre italiane; per un pelo siamo andati persino vicini ad avere un ottavo di finale senza di loro per la prima volta, se l’Atalanta non avesse eliminato il Borussia Dortmund all’ultimo secondo. E la nazionale non è riuscita a qualificarsi per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Quattro anni fa la Macedonia del Nord si è dimostrata troppo forte; questa volta è stata la Bosnia.
L’Italia è rimasta indietro. Se la Germania imbocca questa nuova strada, potrebbe succedere lo stesso anche a noi. Mi sorprende che così tanti difensori in Bundesliga stiano di nuovo marcando a uomo gli avversari fino al bagno. Anche il Bayern lo fa; Vincent Kompany a volte si affida alla marcatura a uomo. In Bundesliga, dove non ha concorrenza, gli errori non vengono puniti. E ha colto di sorpresa i campioni in carica del PSG nella fase a gironi con il suo stile. In quel momento, l’Europa è rimasta a bocca aperta».