Mazzarri pensa al futuro: «Non so dire quanti rimarranno. Belotti? Decideremo a fine stagione»

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Dalla sala conferenze dello Stadio Olimpico di Torino, Walter Mazzarri presenta l’ultima partita casalinga dei granata, contro la Spal

Ultimi 180 minuti della stagione e ultima partita tra le mura amiche dell’Olimpico per il Toro di Walter Mazzarri. I granata si troveranno di fronte una Spal alla ricerca di punti che le garantirebbero un’aritmetica salvezza. Calcio d’inizio fissato per le ore 15 con il Toro desideroso di interrompere il digiuno di vittorie che dura da cinque partite. Importante, per Mazzarri, salutare nel migliore dei modi il sempre numeroso pubblico dell’Olimpico sperando di vivere la prossima stagione con tutt’altro morale. Il tecnico granata apre la conferenza stampa con le sensazioni ricevute dalla buona prova contro il Napoli: «E’ stato un test importante nell’ottica di prepararsi per il prossimo anno. Ci sono delle squadre di riferimento, le grandi squadre, da cui non dovremo essere schiacciati. Io ho fatto il paragone con il match contro la Lazio, una delle squadre più forti del momento. Non mi era piaciuta la squadra in campo, non era solida, sebbene alla fine sarebbe potuto arrivare anche un pari. Invece a Napoli non abbiamo concesso niente agli avversari. Abbiamo tenuto il campo in un certo modo. Un Torino maturo, che anche in un ambiente così importante ha continuato a pensare a come si era preparata la gara, a cercare il pareggio».

Quale sarà il diktat tattico necessario per affrontare nella maniera migliore gli emiliani: «Se non cambiano, quest’anno hanno giocato sempre a tre, quindi a cinque in fase difensiva. Tendono a chiudere tutti gli spazi. Per quanto riguarda noi, siamo stati capaci anche di fare gol a squadre come il Crotone, trovando spazi nella difesa avversaria. Come successo anche a Cagliari. E’ vero che nella seconda partita dopo ottime prestazioni ci è mancata continuità. A volte abbiamo peccato di istintività, non siamo stati ligi ad un concetto di organizzazione in fase attiva su cui lavoriamo. Per questo abbiamo alternato partite buone a partite meno buone». Possibile impiego di Milinkovic Savic dal primo minuto? Mazzarri la pensa così: «o devo scegliere sempre la squadra migliore per vincere una partita, serve per le mie verifiche. Se noi finiamo il campionato male, mi girano le scatole. Voglio fare più punti possibili e devo essere coerente. Se si possono prendere ancora sei punti, li dobbiamo prendere. Anche per l’immagine del Toro. Non è che, perchè non abbiamo più obiettivi, allora possiamo prendere quattro gol perchè non ce ne frega nulla. Barreca? E’ a disposizione. Poi, chiaro, quando uno si allena da poco con la squadra, so che probabilmente lo dovrei cambiare a gara in corsa. Sugli esterni ci sono anche Ansaldi e De Silvestri».

Sul Toro del futuro, in costruzione per la prossima stagione, Mazzarri ha le idee chiarissime:«“Le mie idee le dico alla società, poi saranno loro a comunicarle al momento giusto. A me spetta tirare fuori il massimo dalla squadra fino alla partita con il Genoa. Per ora non si può dire un numero di giocatori che rimarranno. Parlo sinceramente: se io dico che ne devono rimanere quindici e poi ne rimangono venti, magari è perchè cinque non li ha voluti nessuno. Se io dico che un ragazzo è punto fermo e la società mi asseconda, ma poi il ragazzo la pensa diversamente e vuole andare via, che facciamo? Ecco perchè non mi posso sbilanciare adesso».

 Infine su Belotti, dal suo impiego dal primo minuto domani alla sua sempre meno probabile permanenza sotto la Mole: «Andrea ha passato un anno particolare. Ha avuto due infortuni.A parte l’annata prima, in cui ogni palla la metteva dentro, lui anche quest’anno ha fatto nove gol più tre in Coppa Italia. Se si guarda il numero di partire giocate, siamo abbastanza in linea. A me poi piace parlare dei singoli in funzione dei punti che fa la squadra. Se noi non siamo in lotta per l’Europa è perchè si sono fatti meno punti: bisogna lavorare sul concetto di squadra. Bisogna pensare all’interesse della squadra, punto. E quindi Belotti, quando ha giocato, ha sempre fatto di tutto perchè la squadra vincesse, almeno da quando ci sono io. Poi la miglior forma non sempre lo ha assistito, e questo si è visto. Io sono l’allenatore e penso a chi ho a disposizione. Se si parla di mercato i giocatori parlano con la società. A me interessa vedere domani cosa fa in campo se giocherà, e cercherò di spronarlo a dare tutto. Poi a fine anno sarò chiaro su quali sono i miei intenti per il prossimo anno».