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Il calo del Milan tra il girone d’andata e quello di ritorno in numeri: il problema di Allegri non è la difesa!
Il calo del Milan tra il girone d’andata e quello di ritorno in numeri: il problema di Allegri non è la difesa! Il dato preoccupante sull’attacco
Il differente rendimento del Milan tra il girone d’andata e quello di ritorno è un dato di fatto che trova conferma nei numeri. La squadra di Massimiliano Allegri ha subito una brusca frenata, passando dai 42 punti delle prime 19 partite (media di 2,21) ai soli 25 conquistati nelle successive 16 (media di 1,56). Se la difesa ha mantenuto una tenuta simile, è l’attacco ad essersi inceppato: dai 32 gol segnati fino a gennaio si è passati a soli 16 in quattro mesi. La dettagliata analisi del Corriere dello Sport di oggi.
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L’anemia offensiva
Il calo non è solo realizzativo, ma riguarda l’intera fase di creazione. Sebbene la media di Expected Goals (xG) sia paradossalmente rimasta alta sulla carta, l’efficacia sotto porta è crollata drasticamente. Nel girone d’andata, Leao e compagni segnavano un gol ogni 8 tiri; oggi serve una media di 12 conclusioni per gonfiare la rete.
Inoltre, il Milan tira meno e peggio: la media tiri è scesa da 14 a 12 a partita, con una preoccupante incapacità di centrare lo specchio della porta, culminata nel singolo, innocuo tiro di Pulisic contro il Sassuolo.
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Vulnerabilità difensiva
Anche dietro, nonostante una media gol subiti apparentemente stabile (da 0,79 a 0,88), i dati sottostanti rivelano crepe profonde. Sono aumentati sia i tiri concessi agli avversari, sia la pericolosità delle occasioni permesse (xGA). La fase difensiva rossonera sembra soffrire di cali di concentrazione fatali: bastano poche sbavature per subire gol pesanti, come dimostrato dai contropiedi concessi all’Udinese o dall’unica, letale occasione del Napoli al Maradona.
Il verdetto tattico
Dal punto di vista tattico, si nota un paradosso: il Milan ha aumentato il pressing offensivo (migliorando il dato del PPDA), ma subisce meno pressione dagli avversari. Questo scenario ha ridotto drasticamente le possibilità di agire in contropiede, l’arma preferita del gioco di Allegri.
Più che un cambio di identità, i numeri fotografano una perdita di concretezza. Il Milan pressa di più e difende in modo simile, ma raccoglie molto meno a causa dell’inefficienza offensiva e di disattenzioni difensive puntuali. Nelle ultime tre giornate, Allegri dovrà lavorare sulla testa dei giocatori per ritrovare quella solidità che, nella prima parte di stagione, rendeva il Milan una macchina da punti.