Non portare via il calcio dalla Toscana - Calcio News 24
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2013

Non portare via il calcio dalla Toscana

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fiorentina tifosi 2013 ifa

MALEDETTI TOSCANI – «Il grande merito di questa fiction è che non ci sono i toscani» afferma Stanis La Rochelle, uno dei personaggi principali del telefilm Boris. Pensate invece al calcio italiano, dove saremmo ora se non ci fossero stati i toscani? Batistuta forse non sarebbe diventato uno dei migliori bomber al mondo, l’Inter non avrebbe vinto gli ultimi scudetti visto che Siena non sarebbe mai esistita, Lippi addirittura non avrebbe potuto guidare la nazionale al quarto titolo mondiale del 2006! Insomma, i toscani sono fondamentali, forse quella “C aspirata e l’umorismo da quattro soldi” potranno dare fastidio ma il nostro mondo del pallone è grato ai pronipoti di Boccaccio

STO CO’ FRATI E ZAPPO L’ORTO – Queste ultime giornate di Serie A e Serie B infatti non hanno molto da offrire, se non la lotta per la Champions League e quella per la promozione nella prima divisione, tutto si risolve in quattro gare e, udite udite, in ognuna di queste quattro sfide gioca una toscana: Fiorentina, Siena, Empoli e Livorno. Sono ancora lontani i tempi in cui queste quattro compagini tenevano alto l’orgoglio di Dante e si davano battaglia non a Montaperti o Anghiari, ma su terreni più consoni come il Franchi o il Castellani. Il prossimo anno sicuramente le toscane saranno ben ripartite tra A e B, anche se le due cadette rischiano di qualificarsi a braccetto, una per via diretta e l’altra ai playoff, ma andiamo con ordine.

LA HOHA HOLA E LA HANNUCCIA HORTA – Firenze, storicamente divisa tra Guelfi e Ghibellini, sarebbe riuscita a conciliare le due fazioni solamente con l’arrivo in viola di Manuel Rui Costa, stando a fonti non accertate. Il calcio è un viatico importante per sentirsi di Firenze e fiorentini, accentuato dal fatto che i derby non sono cittadini bensì regionali, e questo fa sì che nove persone che trovate in Piazza della Signoria tifino per gli emuli di Antognoni (il decimo è un turista lucchese). Montella come Dante potrebbe portare in alto il nome del capoluogo toscano, addirittura prima di un simile esilio, solo che il ruolo di Cangrande della Scala adesso potrebbe prenderlo Aurelio De Laurentiis, chissà. I gigliati devono vincere a Pescara per riuscire a centrare la Champions League, ma, beffa delle beffe, i 3 punti non sarebbero ugualmente abbastanza, perché il Milan dovrebbe perdere o pareggiare a Siena.

MEGLIO AVE’ PAURA CHE BUSCANNE – Era il 1260 e a proposito di guelfi e ghibellini, i primi – fiorentini – battagliarono con i secondi – senesi – nella famosa disfida di Montaperti, oggi poco più che qualche casa e un ruscello. All’epoca vincero i bianconeri, capeggiati già allora da Vergassola, sempre stando alle solite fonti. Siena dominò su Firenze seppure per poco e adesso, da retrocessa, continua metaforicamente a tenere il controllo sui rivali regionali. Dal risultato dei senesi infatti dipende la qualificazione Champions della Fiorentina, che in tutti i modi sta cercando di convincere i cugini a fermare il Milan. Palio in piazza della Signoria? Milioni di conti aperti al Monte dei Paschi? Mettere le panchine in piazza del Campo? Potrebbero essere un buon incentivo affinché nella città della Torre del Mangia non si pensi alla retrocessione ma a sconfiggere il Diavolo.

LE PAROLE LE PORTA VIA IL VENTO, LE BICICLETTE I LIVORNESIModena invece verrà invasa da sostenitori del Livorno, arrivati già in infradito visto che i labronici svestono le ciabatte il 4 dicembre e le rimettono il 6 gennaio. Portuali e veraci, i livornesi hanno sempre la battuta pronta e riescono a deridere (a Livorno se dici “deridere” ti guardano male) chiunque in qualunque momento. Con nelle orecchie l’Internazionale e una canzone di Bobo Rondelli, si staccano dai quattro mori per andare alla conquista della A. Ma i quattro mori chi sono? Paulinho, Siligardi, Dionisi e Belingheri? Forse sì, lo scopriremo al Braglia. Contro il Sassuolo è quasi una finale, i livornesi con una vittoria invece staccherebbero il pass per la Serie A, che potrebbe arrivare grazie alla sapiente guida del mister esordiente Nicola, una scoperta azzeccata da Spinelli. La figurina di Igor Protti invece del santino e una bella fiaschetta di ponci, poi tutti a Modena.

A EMPOLI MANGIANO ‘L FUMO ALLE SCHIACCIATE Farinata Degli Uberti sarebbe fiero di Sarri. L’Empoli infatti è riuscito a rialzarsi dopo un avvio abominevole con soli tre punti in nove partite. Il merito è del mister, toscano d’adozione, che nella città del carciofo ha riportato il sorriso e un modulo spettacolare che può contare sul gioiello Saponara e la coppia d’oro della Serie B: Massimo Maccarone e Francesco Tavano. Dall’Europa League alla B in un anno (2007-08) gli empolesi vogliono almeno tentare di agguantare i playoff, basterà dunque un pareggio a Verona per concludere al meglio una stagione partita orrendamente. Il sogno è tornare in A per contrastare gli storici nemici fiorentini, battuti per l’ultima volta nell’offensiva che gli storici chiamano “Battaglia dell’A.Franchi” dove le truppe azzurre vennero guidate con successo dal generale Martusciello. Una cosa è certa comunque: non mancheranno le emozioni nel Granducato questo fine settimana, per la gioia di Curzio Malaparte. D’altronde, d’icché ci s’ha ‘un manca nulla…