Olanda Italia: Chiellini e Bonucci fondamentali nella vittoria azzurra

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© foto www.imagephotoagency.it

L’Italia ha palleggiato con grande qualità in casa dell’Olanda. Bonucci e Chiellini hanno dato un grande contributo in fase di possesso

Quella in casa dell’Olanda è forse una delle vittorie più belle dell’Italia di Mancini. L’ex allenatore dell’Inter sta plasmando una squadra moderna e ambiziosa, con tanta qualità in campo e principi chiari: precisa occupazione degli spazi, ricerca della superiorità posizionale e immediata riaggressione.

Ciò è emerso con chiarezza ad Amsterdam, dove l’Italia ha sostanzialmente palleggiato in faccia all’Olanda in una partita caratterizzata da un grande livello tecnico (da segnalare il 61% di possesso palla in una prima frazione quasi a senso unico).  Eccezionale sia l’approccio che l’attenzione mantenuta nei 90′, con l’Olanda che ha faticato parecchio nel trovare le contromisure. Agli azzurri è solo mancata un po’ di lucidità in fase di finalizzazione, che ha impedito di chiudere il match.

Bonucci trova sempre l’uomo libero

Ormai abbiamo imparato a conoscere lo scaglionamento dell’Italia di Mancini. In fase di non possesso si vede una linea a 4 (di solito un 4-1-4-1), che si trasforma poi in un 3-2-5 quando gli azzurri gestiscono il possesso. Un terzino si alza mentre invece l’altro resta bloccato. Contro l’Olanda, in fase di possesso palla si è vista una linea a 3 formata da D’Ambrosio, Bonucci e Chiellini. Jorginho e Locatelli in mezzo, mentre Spinazzola e Zaniolo davano ampiezza. Barella e Insigne agivano alle spalle di Immobile.

Fin dal principio sono emerse le profonde difficoltà dell’Olanda nel pressing. Lo scopo era quello di schermare le soluzioni di passaggio verso i centrocampisti (Van de Beek era quasi a uomo su Jorginho). Tuttavia, come d’altronde succede fin dai tempi della Juve di Conte, in questi frangenti si ammira l’importanza di Bonucci e Chiellini, che si tramutano nei principali registi della squadra in sostituzione dei centrocampisti marcati.

Il difensore viterbese ha infatti dato sfoggio delle sue grandi qualità in fase di impostazione. L’Olanda era lenta a coprire la palla, di conseguenza Bonucci aveva sempre modo per verticalizzare e trovare l’uomo libero. Lo faceva in tanti modi: spesso trovava Immobile e Barella per vie centrali. Il primo, oltre ad aggredire in modo superbo la profondità, ha effettuato preziosi movimenti a venire incontro, mentre il centrocampista dell’Inter individuava bene la posizione in cui ricevere libero. Nessun giocatore olandese leggeva i suoi smarcamenti.

Due situazioni in cui l’Italia trova Barella alle spalle di un centrocampo olandese in grosso affanno nel pressing. Nel primo caso, Bonucci verticalizza su di lui infilando De Jong alla propria sinistra. Il mediano del Barcellona è isolato perché De Roon si è alzato per accorciare su Locatelli. Nella seconda slide, Barella si posiziona intelligentemente vicino a Zaniolo. In tal modo, dopo il passaggio di Jorginho per il talento della Roma, c’è una situazione di superiorità numerica contro il difensore dell’Olanda.

Inoltre, quando non c’era spazio per andare centralmente, Bonucci effettuava cambi di gioco millimetrici (14 passaggi lunghi riusciti per lo juventino). Soprattutto a sinistra, dove Insigne e Spinazzola si alternavano nell’occupare l’ampiezza. Gli Oranje si facevano trovare attaccabili sul lato debole, con Spinazzola che ha puntato diverse volte Hateboer in campo aperto. L’ex Atalanta ha azzeccato ben 5 dribbling, record del match, rivelandosi un costante pericolo a sinistra.

Uno dei molti cambi di campo millimetrici di Bonucci. Qui trova Insigne libero a sinistra, mentre Spinazzola è entrato dentro al campo. I due si alternavano spesso la posizione.

Pure Chiellini si è rivelato importante nel palleggio azzurro. Come detto, l’Olanda era poco reattiva nel pressing e lenta a coprire la palla. Di conseguenza, il difensore aveva sempre tanto spazio per compiere le sue tipiche conduzioni palla al piede. Sono giocate che creano enormi vantaggio per la propria squadra, visto che consentono di superare linee di pressione e guadagnare così parecchi metri.

Con rispettivamente 83 e 77 passaggi, Chiellini e Bonucci sono stati le principali fonti dell’Italia in fase di impostazione. Si sono presi grandi responsabilità nel palleggio degli ospiti.

Una delle molte progressioni di Chiellini, libero di ricevere e di condurre (verticalizza su Immobile. Da notare il 3-2-5 degli azzurri, che in avanti occupano tutti e 5 i corridoi verticali. In questa azione, Spinazzola e Insigne si sono scambiati di posizione.

Oltre alla qualità del palleggio arretrato, va sottolineata la facilità con cui l’Italia trovava Immobile. Quando si recuperava palla, c’era modo di servirlo immediatamente in profondità, consentendogli così di puntare Veltman in campo aperto (la linea difensiva dell’Olanda è stata spesso bucata). Alla punta della Lazio è mancato solo il gol, ma ha fatto bene sia quando ha attaccato gli spazi, sia nei frangenti in cui è venuto incontro giocando spalle alla porta.

La solidità di Locatelli e Chiellini

L’Italia ha disputato un match di grande personalità e qualità anche in fase di non possesso. Gli azzurri hanno aggredito con grande organizzazione la costruzione olandese, i quali hanno molto faticato a risalire palla a terra. De Jong e De Roon si abbassavano spesso per supportare Van Dijk e Veltman, ma Barella e Locatelli erano precisi nell’accorciare su di loro.

L’Olanda non riusciva quindi a trovare l’uomo libero, con i centrocampisti marcati. In quei frangenti, gli Oranje si sono rivelati piuttosto a corto di idee, limitandosi a lanciare lungo. Il problema è che queste spazzate si tramutavano in palloni recuperati dagli azzurri, che riuscivano a prevalere dal punto di vista fisico. Basti pensar che gli olandesi hanno azzeccato appena il 38% dei passaggi lunghi tentati, con Van Dijk che ne ha riuscito soltanto uno su un totale di 14 effettuati. I padroni di casa hanno faticato molto nel consolidare il possesso, merito di un’Italia eccellente nel pressing.

Il pressing dell’Italia, con Locatelli che segue De Roon. Van Dijk è costretto al lancio lungo.

Gli azzurri hanno fatto molto bene anche nella riconquista, un aspetto su cui Mancini sta ottenendo buoni risultati. Quando l’Italia perde il possesso è già posizionata bene per riaggredire, con l’intera squadra corta in zona palla. Ciò consentiva di recuperare velocemente il possesso e di mantenere così un baricentro alto.

Da segnalare in particolar modo la prestazione difensiva di Locatelli e Chiellini, sempre alti e pronti ad accorciare in avanti. Il secondo ha aggredito bene nella metà campo avversaria, aiutando i mediani nella riconquista (4 intercetti, 2 contrasti e 8 spazzate per il capitano bianconero).  Giocare come terzo di difesa gli consente di ricoprire una posizione più alta, di conseguenza può accorciare sull’avversario quando la propria squadra perde palla (mentre in una difesa a 4 deve restare più bloccato).

Il capitano bianconero è stato prezioso anche nei frangenti in cui l’Olanda ha lanciato sulle punte, poiché ha sempre prevalso fisicamente sull’avversario. Insomma, pare in ottima condizione (e questa è una buona notizia per Pirlo).

L’Italia perde palla nella trequarti avversaria ma è subito intensa nel riaggredire. Tanta densità, con anche Chiellini molto alto.

Nel finale, l’Olanda ha alzato una valanga di palloni nell’area avversaria, ma l’Italia è riuscita a reggere, vincendo così una gara giocata con qualità e personalità. L’infortunio di Zaniolo è l’unica nota negativa di una grande partita.