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2012

Quando i re del mercato eravamo noi

Avatar di Redazione CalcioNews24

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Inter e Juventus non sono certo restate con le mani in tasca in queste prime settimane di mercato. Le due società, animate da contrastanti impulsi in base all’esito della stagione scorsa, hanno già messo a segno diversi colpi. A Torino sono approdati i due centrocampisti Mauricio Isla e Kwadwo Asamoah dall’Udinese e Lucio dall’Inter; i nerazzurri hanno invece portato a termine l’acquisto del centrale Matias Silvestre dal Palermo e del bomber Rodrigo Palacio dal Genoa. Operazioni sulla carta oculate e che ben si sposano con i metodi di gioco nei pensieri dei tecnici Antonio Conte e Andrea Stramaccioni. Ma un tempo non era così.

Sarà la crisi, che è comunque globale nonostante qualcuno affermi di sentirla meno a seconda del paese nel quale vive, ma le operazioni di mercato che restano nella storia e che entusiasmano i tifosi sono quelle grazie alle quali riesci a convincere un campione, grande o piccolo che sia, a lasciare il campionato nel quale sta militando per mettersi alla prova nel proprio. In passato è successo. I vari Ronaldinho, Sneijder, Lucio, Juan, Robinho, Klose, Pjanic, Bojan, il rientrante Ibrahimovic e compagnia bella sembrano ormai acqua passata. Non può essere nascosto il dato secondo il quale la sessione dei trasferimenti si sia aperta da poche settimane, ma difficilmente almeno le grandi della serie A potrebbero muoversi ulteriormente visto che le principali lacune le hanno quasi tutte colmate. L’Inter potrebbe sperare nell’arrivo di Mathieu Debuchy, mentre la Juve è alla caccia di un top player. Si è parlato a lungo di van Persie e Robben, anche negli ultimi giorni, anche nelle ultime ore, ma l’appeal delle società estere è nettamente più marcato. E i piemontesi potrebbero allora virare su Mattia Destro, attaccante che merita senza dubbio una grande opportunità ma reduce da esperienze dall’essenza molto lontana da quella che si avverte ad alti livelli.

Ugualmente il Milan, il cui amministratore delegato Adriano Galliani ha annunciato che non arriveranno altri giocatori, ha pescato nella penisola i propri rinforzi: Acerbi, Constant e Montolivo. Come negli altri casi, tutti elementi validissimi o con l’obiettivo di diventare tali, ma potrebbe servire pazienza. Tuttavia, aver distolto l’attenzione da parte del Paris Saint-Germain su Thiago Silva, almeno per il momento, può considerarsi quasi un grande acquisto.

Per vedere se la situazione cambierà non resta che vedere quanto accadrà nei prossimi due mesi, ma giocare in Italia non è più la massima ambizione dei grandi campioni, tentennanti anche in virtù degli ingaggi relativamente miseri che le società nostrane possono permettersi di offrire loro, preferendo, questi ultimi, realtà come Premier League, Liga e Bundesliga dove i soldi non abbondano comunque, ma il cui fascino non ha mai ceduto attirando a sè calciatori del calibro di Lavezzi e Verratti. E attenzione a Russia e Portogallo.

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