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É un’Inter a 5 stelle: ecco i motivi della rinascita nerazzurra

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Personalità, condizione, modulo, turnover e peso dei big in squadra: l’Inter è ripartita e ora pensa da grande

Deve essere scattato qualcosa nella mente dei nerazzurri dopo la clamorosa sconfitta interna contro il Parma. Perchè dalla rete di Dimarco in poi l’Inter ha collezionato solo vittorie, 5 di fila, un filotto che Spalletti non aveva mai realizzato a Milano. Tottenham, Sampdoria, Fiorentina, Cagliari, e PSV, 5 gare in cui i nerazzurri hanno tirato fuori il carattere e hanno portato a casa il bottino pieno. Quindici punti (9 in campionato e sei in Champions) che hanno riportato serenità e tranquillità ad Appiano Gentile, dopo un inizio tormentato. Cinque vittorie che passano da cinque nevralgici punti che i nerazzurri hanno utilizzato per ripartire, a cominciare dal peso specifico dei big presenti in squadra. Come Mauro Icardi, la cartolina della Champions nerazzurra è tutta sua. La perla contro il Tottenham ha cambiato i destini europei dell’Inter. Destini che Radja Nainggolan ha ribaltato in Olanda. Il Ninja è la faccia dell’Inter, lui per caratteristiche più di ogni altro. Ma la svolta Spalletti l’ha avuta anche da Brozovic, che con il gol alla Samp ha dato continuità al successo contro il Tottenham. Il croato è ancora troppo altalenante nel rendimento, ma la sua centralità nel progetto non è in discussione.

Il modulo. Spalletti ha scelto un modulo fisso, il 4-2-3-1, spiegando che: «perché la squadra aveva bisogno di consolidare le sue certezze». È stato un passaggio decisivo. Stop all’alternanza tra difesa a tre e difesa a quattro, altalena di cui Spalletti aveva abusato nella fase iniziale della stagione. Il tecnico ha scelto la via che la squadra conosce meglio e non l’ha abbandonata neppure quando – contro il Tottenham, appunto – sulla fascia destra ha deciso di adattare Skriniar. Terza ragione è la personalità ritrovata dagli uomini nerazzurri. Negli anni scorsi veniva rimproverata una mancanza di personalità, la tendenza a non restare lucida a fronte di un episodio negativo. Ecco: la svolta è nella freddezza che ha portato alle rimonte con Tottenham e Psv, ma pure in quella che ha saputo tenere botta di fronte al pareggio e all’andatura sostenuta della Fiorentina, aspettando il momento giusto per colpire.

Turnover e condizione: le ultime due stelle nerazzurre

Mal digerito gli anni scorsi, arma vincente questa stagione. Il turnover è stata la scorciatoia scelta da Spalletti per aumentare il livello di autostima del gruppo. Le esclusioni di Gagliardini e Dalbert dalla lista Champions, per quanto preparate durante l’estate con lunghi colloqui, qualche frizione l’avevano creata. L’uso limitato, in alcuni casi nullo, di alcuni giocatori ha poi via lasciato spazio a una piattaforma di lavoro più larga: tranne Ranocchia, Joao Mario e il secondo portiere Padelli, tutti sono stati chiamati in causa. Infine, la condizione. Nainggolan è l’esempio più eclatante, la notte di Eindhoven ha lasciato negli occhi un Ninja atleticamente vicino al top. Ma il discorso è generale, va letto anche con i cambiamenti apportati da Spalletti rispetto alla scorsa stagione in tema di preparazione fisica. La squadra che un anno fa poté permettersi una partenza lanciata non è la stessa che ora invece deve gestire le risorse. Di certo c’è che l’Inter è a ottobre quello che raccontavano i pronostici di inizio stagione. Ancora in tempo per ragionare in grande.