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Sampdoria, Ravaglia: «Ho pensato al ritiro. Contro la Fiorentina…»

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Nicola Ravaglia si racconta: l’ingresso contro la Fiorentina, uomo spogliatoio e la felicità di essere alla Sampdoria. Le sue parole

Nicola Ravaglia sulle orme di Pietro Battara, ultimo portiere ad entrare a gara in corso come precisa La Repubblica. Le parole dell’estremo difensore della Sampdoria.

FIORENTINA – «Ho percepito questa cosa da dentro al campo. Solo nei sogni più nascosti a 33 anni potevo provare una simile emozione».

TANTE OCCASIONI, PECCATO IL RIGORE  «L’ho pensato, in quindici secondi c’è stato un tiro in porta, un calcio d’angolo, un cross, dopo che la Fiorentina non aveva fatto niente, ma va bene così. In quella porta era già stato parato il rigore più importante della stagione».

ULTIMA VOLTA IN A CON IL CESENA  «Il mister era sempre Giampaolo, lunedì devo ringraziare tanto anche Fabrizio Lorieri, che ha messo una sua parolina».

CALCIATORE ANOMALO – «Andare in direzione ostinata e contraria è il mio motto. Mi ritengo lontano dallo stereotipo del giocatore canonico».

PASSIONE DE ANDRE’ – «Il testamento di Tito. Fabrizio è un patrimonio italiano e non ha bandiere. Sono andato in centro a scoprire angoli legati alle sue canzoni».

A UN PASSO DALL’ADDIO – «Ho mal digerito il passaggio dalla A alla serie C. In quel momento non riuscivo più a divertimi, mese dopo mese era sempre peggio, avevo totalmente perso la gioia di giocare ed ero pronto ad iniziare un altro percorso. Con l’aiuto di un “mental coaching” ho saputo ripartire».

IDOLO A CREMONA – «È stata la mia consacrazione da leader. Abbiamo vinto la C, con prestazioni importanti in campo e tanto lavoro fuori».

TIFOSO CESENA – «Ho sempre detto così, anche per il doppio salto dalla C, ma come affetto Cremona è stata ancora più importante».