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Un San Siro “rossonerazzurro”? Il Milan dà l’ok, l’Inter è d’accordo

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Prove d’intesa tra Inter e Milan per la condivisione di San Siro: il comune di Milano spinge per questa soluzione

Lo Stadio San Siro al centro del derby tra Inter e Milan. Lo stadio che ne ha ospitati più di 600, è al centro delle chiacchierate tra rossoneri e nerazzurri per deciderne il suo destino e, direttamente, quello delle due società. Il Milan è aperto a tutte le soluzioni, ma restare a San Siro con l’Inter, oggi, è l’op­zione più credibile. L’affitto da spartire coi nerazzurri è meno indigesto di qualche tempo fa, perché i rapporti tra le squadre milanesi, che durante la gestio­ne di Li Yonghong si erano raffreddati, sono tornati a essere cordiali. La cronaca di que­st’estate parla di percorsi concordati: prima i 15 milioni decisi dal Comune di Milano per in­terventi di manutenzione ordi­naria e straordinaria al Meaz­za, poi lo scenario che porte­rebbe all’accordo del secolo, inteso come i 99 anni di conces­sione del diritto di superficie che rossoneri e nerazzurri vor­rebbero ottenere per l’area dello stadio.

Il comune di Milano spinge per questa soluzione. L’amministrazione di Palazzo Marino preferisce una co-ge­stione “rossonerazzurra” di San Siro, con investimenti da parte di entrambe le società. E se è vero che l’impegno di El­liott durerà 3­5 anni, come an­ticipò Franck Tuil (ora membro del Cda rossonero) al Tas di Lo­sanna e come ieri ha precisato Scaroni, appare difficile che Paul Singer scelga d’imbarcarsi in avventure solitarie. Il suo amico e connazionale James Pallotta, che ci ha provato a Ro­ma, di certo l’avrà messo in guardia sulle insidie della burocrazia italiana.