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Sconcerti difende gli arbitri: «Va esaminato chi viene punito»

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Il giornalista Mario Sconcerti si è schierato dalla parte degli arbitri nelle recenti dispute contro le direzioni di gara

Il giornalista Mario Sconcerti, sulle pagine del Corriere della Sera, si è schierato dalla parte degli arbitri troppo spesso criticati dichiarando che c’è bisogno di un cambio di prospettiva.

CAMBIO DI PROSPETTIVA – «Da quando esistono le moviole i soggetti sono gli arbitri. Giudichiamo cosa fanno quasi ignorando perché l’hanno fatto. È sempre stato così: si prende un episodio con una decisione arbitrale e si esamina nei dettagli se la decisione è corretta. Mai si esamina chi l’ha causata. L’esempio più classico è domenica a Bergamo. Il giovane arbitro Marinelli, non così ragazzino come vuole Gasperini, visto che ha 36 anni, è maresciallo, comanda uomini ed è appena tornato dalle missioni in Afghanistan, commette la scorrettezza di ammonire il tecnico da metà campo, senza avvicinarsi alla panchina. Tutti parlano di questo errore, ma nessuno parla del perché Gasperini sia stato due volte ammonito.

Ho letto giornali, visto televisioni, non me lo ha detto nessuno. Di cosa parliamo allora? Di una scorrettezza formale di un arbitro o di un comportamento scorretto del tecnico che andava comunque punito? Questo è il punto: è l’ora di ribaltare l’emotività delle scelte. Giudicare l’arbitro è troppo facile. È l’uomo di nessuno, il nemico ideale. È tempo di allargare la domanda: quali sono le colpe di quelli che l’arbitro punisce? Gasperini ha più di un precedente per frasi non ripetibili, spesso blasfeme. È successo anche domenica? Erano così irripetibili che nessuno le ha ripetute fermandosi alla leggerezza dell’arbitro? Se fosse successo, sarebbe augurabile che il primo a cambiare fosse Gasperini, non l’arbitro. Altro esempio: Dumfries tira un calcio in area ad Alex Sandro. La discussione non è sul comportamento da dilettante di Dumfries, sull’evidenza e il ritardo con cui colpisce l’avversario. No, la discussione è sull’arbitro e l’intervento della Var. Inzaghi non chiede spiegazioni a Dumfries che commette un errore grossolano, se la prende con gli arbitri. Troppo facile, quasi vigliacco. Cominciamo ad andare alla testa degli avvenimenti. Giudichiamo chi fa i falli, non solo chi deve giudicarli. Dumfries ha danneggiato l’Inter molto più di Mariani e il Var. Se lui non tira la pedata solare, l’Inter ha vinto la partita. Punto».