Sconcerti sicuro: «Juve, non cambia nulla: il Milan non chiude le partite»

mario Sconcerti
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L’analisi del giornalista Mario Sconcerti sulla domenica di campionato appena conclusa con uno sguardo da vicino sulle prestazioni di Juventus e Milan

Nel consueto ‘fondo’ per il Corriere della Sera, il giornalista Mario Sconcerti ha analizzato la giornata di campionato che si concluderà questa sera con Lazio-Genoa: «La Juve si espande. Nei 7 gol al Sassuolo fa impressione che gli attaccanti, cioè Higuain, abbiano cominciato a segnare solo sul quattro a zero. Fino ad allora avevano segnato solo centrocampisti. La Juve ha cioè fatto squadra da sola. Non ha avuto bisogno di individualità, ha giocato e basta e ha stravinto. Nel calcio non bisogna andare mai domenica dietro domenica, c’è un cammino che racconta verità complessive. Ma c’è anche in questa Juve una facilità di fare quel che deve che va perfino oltre i suoi mezzi. Oggi è uscito anche Matuidi, il ragazzo ovunque, piedi non specifici ma riorganizzazione eterna. Non è cambiato niente».

Un commento anche sul Milan che ha sfiorato la quarta vittoria consecutiva, fermandosi a Udine sull’1-1: «Il Milan ha giocato a Udine la miglior partita dell’era Gattuso. Era molto difficile, una partita per squadre reali. Per 70 minuti il Milan l’ha giocata con personalità e qualità, da squadra vera. L’Udinese ha quasi i suoi punti, è abituata a correre, il Milan le ha tolto dalle mani il gioco. Il vero problema è tirare in porta. Il Milan ha segnato sette reti con tre centravanti. Sono la metà di quelli che da soli hanno in pratica segnato Higuain, Mertens e Dybala, nettamente meno di Immobile e Icardi. Il Milan gioca solo di sponda, ormai gioca anche bene, ma non chiude mai le partite».