Sosa non ci crede: «Davvero c’è chi non vorrebbe il sesto posto?»

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José Sosa non vuole più essere chiamato Principito, ora vuole solo l’Europa con il suo Milan. Dopo qualche fischio di troppo, è pronto alla rincorsa per la UEL

José Sosa si prepara a sfidare la Roma, il suo Milan è pronto. Il centrocampista argentino toglierebbe volentieri Dzeko, Perotti e Salah ai giallorossi perché da loro partono i pericoli maggiori, ma al contempo carica i suoi perché la vittoria manca da troppo tempo e  tre punti sarebbero di importanza fondamentale. Contro Pescara, Crotone ed Empoli sembravano forse vittorie sicure, prosegue l’ex napoletano, ma adesso il Milan deve cambiare rotta ed essere più deciso nell’approccio. «Il Milan, per la sua storia, deve lottare per lo Scudetto. Per farlo bisogna ripartire andando in Europa e riabituarsi a due gare a settimana. Davvero c’è qualcuno che vuole evitare i preliminari?» commenta Sosa, secondo cui il cambiamento di proprietà non ha significato un cambiamento di idee. Il Milan deve fare il massimo nell’ottica del sudamericano, a partire dalla partita contro Totti, che elogia definendolo un fuoriclasse da ammirare per quanto fatto per la sua gente. Racconta anche che ai tempi del Napoli provò a farsi cambiare ruolo ma Mazzarri gli preferì Gargano e Pazienza come centrocampisti centrali, inoltre afferma di aver ampliato la sua cultura e la sua storia girovagando per i campionati europei. Infine Sosa a La Gazzetta dello Sport dichiara: «Basta col soprannome Principito, le cose importanti sono altre. Spero di rimanere al Milan, qui sto benissimo. Cerco di dare il meglio come playmaker, mi sono abituato a questa posizione voluta da Montella e critiche o applausi non cambiano il lavoro».