Stramaccioni, il ‘Richie Rich’ dell’Inter

© foto www.imagephotoagency.it

“Prima di dare della provinciale alla mia Inter, sciacquatevi la bocca” (Andrea Stramaccioni)

Ma voi, lo avete mai visto “Richie Rich”? Ma sì, quel filmettino con Macaulay Culkin (un po’ prima che iniziasse a fare colazione con crack e cereali) in cui praticamente si parla di questo ragazzino ricco, molto ricco, ma un po’ asociale, diciamo anche antipatico via, che scopre la bellezza dei rapporti umani dopo che i genitori cascano con l’aereo in mare (niente paura, tanto alla fine si salvano e tornano a casa come niente fosse, perché il mondo è pieno di sopravvissuti ad incidenti aerei in mare aperto, non lo sapevate?)

Sì va bene, magari a spiegare le trame non sono bravissimo, ma l’importante è il concetto, il succo della storia. Il succo è che c’è ‘sto ragazzino pieno di grana che non comprende quanto è davvero fortunato finchè non prende due schiaffi dalla vita (anche perchè tipo lo vogliono fregare mentre la mamma e il papà sono dispersi). Che poi, volendocela dire tutta, è pure un po’ la storia dell’attore protagonista del film, ma questo è un altro discorso…

Dove voglio arrivare io, invece? Voglio arrivare alla storia di Andrea Stramaccioni, l’allenatore dell’Inter. Uno di quelli che all’inizio, ma solo all’inizio, pareva pure simpatico. Faceva l’imitazione di Cassano e tutti ridevano (di cosa, poi?), c’aveva quell’aria là un po’ da scolaretto infilatosi non si sa come al cda Fiat, che mentre tutti parlano di bilanci e grafici di produttività, attacca le Big Bubble sotto al tavolo e fa gli aerei di carta coi rendiconti trimestrali.

Con questo, non voglio dire che Stramaccioni è un povero incapace, tutt’altro. Se è arrivato dove è arrivato, una qualche ragione sparsa nell’universo sicuramente ci sarà, però obiettivamente, con spirito d’onestà, va detto che arrivare ad allenare la prima squadra dell’Inter quando il giorno prima avevi come problema principale quello di consigliare ai ragazzi della Primavera una cura contro l’acne adolescenziale, è una fortuna di pochi.

Ecco, Stramaccioni alla fine è uno fortunato, ma secondo me non s’è ancora reso ben conto della fortuna che ha tra le mani. L’ho visto l’altro giorno rispondere alle domande dei giornalisti un po’ scocciato, perché qualcuno gli diceva che la sua squadra giocava da provinciale. Ma figlio mio, che t’avranno detto mai? Cioè, io pure ho visto gente dire a Moira Orfei che si veste come un circo ambulante, ma lei mica s’offendeva, anzi per una che gestisce un circo presumo anche che quello fosse un gran complimento. Ho visto pure gente dire a Luca Giurato che non sapeva usare il congiuntivo, ma lui con grandissima nonchalance al più rispondeva: “Dobbiate avere rispetto nei miei confronti”.

Dirti che la tua squadra gioca un po’ da provinciale, osservata da questo punto di vista, non è la peggiore offesa del mondo. Lo è dire a Galliani che è bello e rimorchia perché con la cravatta gialla nessuna gli resiste, lo è dire a Conte che inizia a stempiarsi un po’, ma dire all’Inter che gioca in maniera bella concreta non è poi la fine del mondo. Poi, lasciamo perdere se è vero o è falso, se l’Inter gioca bene o male, se è bella a vedersi o no, questi argomenti li lascio ai giornalisti seri.

Il punto è che hai 36 anni, alleni uno dei club più titolati al mondo, Moratti non t’ha ancora cacciato (sono primati di un certo tipo, alla fine), tutto sommato non hai ancora vinto niente ma c’hai un sacco di gente che ti sostiene perché l’accento romano fa sempre la sua porca figura a una certa ora della domenica sera. Non ti lamentare troppo, se no pensa ad Allegri quando gli dicono che il Milan gioca come una squadra di preti ottantenni al trofeo dell’oratorio e sorridi. Sorridi alla vita.

Certe scocciature io non le capisco proprio, e sì che sono scocciato praticamente 25 ore al giorno. Ma arrivare ai microfoni di una tv dopo aver vinto per 2 a 0 e rispondere in malo modo a chi ti dice che giochi un po’ da provincialotto è una roba alla Richie Rich prima di prendere un paio di schiaffi dalla vita. Che poi anche lui alla fine della storia scopre quanto è bello non tirarsela troppo e rinsavisce.

Sono sicuro che in questo momento, in un mondo parallelo, Richie Rich è felice e non si droga e Stramaccioni allena ancora l’Inter e vince lo scudetto dopo aver preso tre pappine dalla Roma: il segreto sta nell’imparare della sberle e non fare troppo l’antipatico, poi per sciacquarsi la bocca tanto il tempo lo si trova uguale.