Toro, sai cosa lasci ma non cosa trovi. C’è bisogno di un Cairo come Giulini

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L’arrivo di Walter Mazzari, dopo l’esonero last minute di Mihajlovic, ha portato con sè una ventata di speranza mista a paura

Il timore è principalmente dovuto alla situazione che sta vivendo la società granata: poche certezze e, tanti forse troppi dubbi. Chi può portare il Toro in alto? Chi è il vero “uomo Toro”? A questi interrogativi solo il tempo darà una risposta certa. Per il momento, c’è bisogno di concentrarsi sul presente. Il presente si chiama, Walter Mazzarri. E ha molto su cui lavorare. Tanto che le sue notti insonni ne sono una prova.

C’è l’esigenza di fare chiarezza su alcuni punti fondamentali. Come si dice: patti chiari amicizia lunga. Soprattutto con i giocatori. Dal momento che Cairo ha dichiarato amore eterno verso il nuovo tecnico granata. Non correndo così, ad ora, particolari pericoli. Questo fino a quando non darà ulteriore prova della sua caratteristica distintiva: l’essere lunatico. Caratteristica che è stata letale per il futuro della panchina di Mihajlovic.

Per questo c’è chi si chiede: è possibile ribaltare, in così poco tempo, una situazione precaria? Chi è il vero colpevole? Mihajlovic, la società o i giocatori?

La prestazione vincente contro il Bologna è servita, a tutti, per tirare un sospiro di sollievo. In tre giorni o poco più, il mondo granata, è passato dallo sconforto più nero alla rinascita. Che si spera possa corrispondere anche al risveglio di un nuovo Toro. In tanti ci credono. E in tanti contano sul fatto che, l’ultima vittoria sull’erba del “Grande Torino“, non sia stato un episodio isolato. In questo delicato momento c’è più che mai la necessità di costanza e chiarezza. Tratti che, nel mondo nel calcio, vengono sempre meno. Sinisa Mihajlovic in questo, nonostante i suoi innumerevoli limiti comportamentali, è un uomo che ha avuto la capacità di creare un gruppo solido. Con le sue sole forze, in quanto, la società in questo non è mai stata determinante. Lo si può notare dal gesto che, diversi giocatori granata, hanno fatto nel pieno della notte del suo esonero. Raggiungendolo presso l’Hotel in cui soggiornava, per salutarlo e ringraziarlo. Sinisa, in qualunque modo, ci ha sempre messo  la faccia, sia in positivo che in negativo. E ha difeso, quando era il caso di farlo, i suoi ragazzi. Cosa che dovrebbe iniziare a fare anche anche Cairo, prendendo esempio dal presidente del Cagliari, Tommaso Giulini (LEGGI le sue dichiarazioni dopo il match Cagliari-Juventus).