Il Var no perché toglie emozioni. Sicuri sicuri?

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Milan, Lazio e Juventus sono incappate in clamorosi errori arbitrali in Champions League ed Europa League: ma perché l’UEFA non decide di dire sì al Var?

Eriksson, Manzano, Marciniak: tre nomi che girano in Europa da un bel po’ e che le squadre italiane difficilmente dimenticheranno. In due settimane abbiamo assistito ad alcuni scempi arbitrali nelle coppe europee. Lazio e Juventus ne sanno qualcosa, sebbene siano riuscite a qualificarsi nonostante gli errori dei direttori di gara; il Milan invece, anche per propri demeriti all’andata, ha visto affossate le sue velleità di rimonta con l’Arsenal da una scellerata decisione a fine primo tempo. Il rigore dato a Wellbeck di fronte al giudice di porta è la scelta più scandalosa dell’Europa League 2017-18 e una delle topiche più grandi della storia recente delle italiane in coppa. Per trovare qualcosa di più immondo bisogna forse risalire a Ovrebo, anche lui scandinavo come Eriksson, chiedere alla Fiorentina (o al Chelsea) per conferma. Però il Var non va bene, l’UEFA continua a dar contro all’unico strumento che renderebbe Champions League e Europa League davvero all’avanguardia.

Var UEFA: Ceferin e un po’ di malafede

Manzano ha combinato disastri in Dinamo-Lazio, non ha visto un mani fuori area del portiere che avrebbe colto chiunque; Marciniak in Tottenham-Juventus non si è accorto di un rigore pro-Juve grosso come una casa. Per fortuna di Lazio e Juventus sono stati errori poco influenti, ma comunque non è possibile, nel 2018, uscire o rischiare di uscire dalle coppe per sbagli così evidenti. Si è detto che il Var toglie emozioni – a ragion veduta lo ha detto soprattutto Inzaghi -, ma l’UEFA deve capire che non si può andare avanti così. Il presidente Ceferin non può dire che è preso per il Video Assistance Referee nelle coppe europee, perché in realtà è già tardi. Visto che sono in ballo prestigio e molti soldi, il Var è l’unica soluzione per cercare di togliere quella patina di malafede dall’UEFA. Se anche un sistema arbitrale come quello italiano ha detto no ai giudici di porta e si è aperto al Var, allora un motivo c’è. Se l’UEFA non lo fa, significa che questa situazione le conviene eccome.