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Hanno Detto

Vieira «Non è urlando che si convincono i giocatori. Tiferò Arsenal in Champions»

mauro.pioli

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Patrick Vieira

L’ex tecnico del Genoa, Vieira: «Milan e Roma da Champions. Occhio alla sorpresa-Como. Chivu e Fabregas: le loro qualità»

Patrick Vieira, ex allenatore del Genoa, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport affrontando diversi temi dell’attualità calcistica.

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ARSENAL CAMPIONE «Quando abbiamo vinto, 22 anni fa, mai avrei pensato di aspettare tanto. E vi dico che Declan Rice mi somiglia: gioca per la squadra, non per sé».

LA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE «Credo che ci saranno gol, niente 1-0. Se il Psg giocherà aperto come contro il Bayern, rischierà. E io sono cambiato: tiferò Arsenal».

CHI ANDRA’ IN CHAMPIONS «Per Milan e Roma, avere 2 punti di vantaggio può essere ideale, ma non escludo la sorpresa-Como. Il derby di Torino invece per me può essere un ostacolo per la Juve».

CHIVU E FABREGAS «Chivu ha vinto perché è intelligente, lo si vedeva già da giocatore. Sembrava introverso ma aveva personalità. A Cesc l’ho sempre detto, scherzando: “Se sono andato via dall’Arsenal, è colpa tua”. A 17 anni, quando ha cominciato con noi, non aveva fisico ma compensava con la comprensione del gioco. Allora me ne sono andato: non potevo accettare di stare in panchina».

IL SUO CALCIO «Dalla mia squadra voglio che sia proattiva, aggressiva. Alleno un calcio verticale, ammiro il Liverpool di Klopp. E dico sempre la verità ai giocatori, come faceva Mourinho con noi».

MOU AL REAL «Sì, può essere l’uomo giusto, sa gestire i campioni. Io e lui non siamo sempre andati d’accordo ma col tempo ho capito che aveva ragione lui. Mi diceva quello che non volevo sentire. Vi racconto un episodio. Marzo 2009, Man United-Inter. Io rientro da un infortunio e Mourinho mi dice: “Mi servi titolare, giocherai 60 minuti”. Io dopo 4 minuti perdo la marcatura di Vidic, che fa gol, e all’intervallo vedo i cambi sulla lavagna: fuori io, dentro Muntari. Il giorno dopo sono andato nel suo ufficio, non aveva rispettato la promessa dei 60 minuti. E lui: “Non hai giocato bene, devo fare il bene della squadra”. Oggi, da allenatore, dico che aveva ragione».

PENTITO DI AVERE LASCIATO L’INTER «No, volevo fare il Mondiale 2010 con la Francia e con Mou giocavo poco. Al Mondiale non sono andato comunque ma dovevo provare, non me lo sarei perdonato».

RIMPIANTI «Uno solo. Non essere andato al Real Madrid. Mi ha cercato per quattro anni di fila, quando ero all’Arsenal. L’ultimo anno ho detto sì, c’erano tutti gli accordi ma ci ho ripensato. Amavo troppo l’Arsenal».

FLORENTINO PEREZ «Quando sono andato a Madrid da ambasciatore del Manchester City, mi ha portato una prima pagina di Marca sulla trattativa. Mi ha detto: “Sei stato l’unico giocatore che ha rifiutato il Real”».

I DUELLI «Ehi, Dacourt è un amico. Quella volta, lui mi ha fatto un’entrataccia e io ho finito per mettergli un piede in faccia».

FARE L’ALLENATORE «Voglio essere me stesso e controllare le emozioni. Non è urlando di più che convincerò gli altri».

CT MONDIALI: SOLO 2 NERI «Sì, e quanti dirigenti neri ci sono in Italia? Quanti giornalisti? C’è un problema e il punto è capire come risolverlo: dobbiamo avere preparazione e credibilità. Se ci fossero più allenatori neri solo per dare una quota a una minoranza, non sarebbe giusto».

LE SEMIFINALISTE DEL MONDIALE «La Francia, che è la più forte. Ho avuto Olise al Crystal Palace: è un futuro Pallone d’oro. La Spagna. Il Portogallo, che può vincere anche giocando male. E il Senegal: è la mia sorpresa».

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