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2018

Bernardeschi tra Italia e Juve: «Ora sono uomo. CR7? Presto non si fermerà più»

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Federico Bernardeschi ha parlato da Coverciano e ha detto la sua sui talenti italiani e sull’Italia di Roberto Mancini

Federico Bernardeschi ha iniziato in maniera positiva la stagione e ora non vuole più fermarsi. Il talento della Juventus ha conquistato la Nazionale ed è pronto a giocare anche da interno di centrocampo per Allegri e per Mancini: «Il ruolo per me non sarà mai un problema, non sarebbe un problema mettersi lì a imparare nuovi automatismi. È un ruolo nuovo, ma mister Allegri mi prova lì giù durante la settimana. Ci vorrà un po’ di pazienza per automatizzare il tutto, ma l’importante sarà avere la volontà e il coraggio di applicarsi. Pochi talenti? Il ct ha ragione, bisogna credere di più nel talento dei giovani italiani perché i calciatori ci sono. Credo sia una questione di abitudine, una volta giocavano di più. Credo sia un discorso di visione differente: i giovani ci sono ma prima il calcio italiano era visto in maniera differente».

Bernardeschi ha poi detto la sua sulla Juventus e su Cristiano Ronaldo ancora a secco: «In quest’ultimo anno sono maturato molto dal punto di vista mentale e va dato grande merito alla Juventus per questa mia crescita. Ora sono diventato un uomo. In questo sport è la testa a fare la differenza e io credo fortemente nella mia testa e nelle mie possibilità mentali. La prima cosa è la mentalità e quando hai quella e quando hai raggiunto la consapevolezza della tua forza, la devi allenare. Cristiano Ronaldo non ha ancora segnato? E’ umano. E’ arrivato in una nuova realtà e ha bisogno di ambientarsi ma tra qualche mese ci chiederemo quando smetterà di segnare, ne farà talmente tanti che ci stancheremo di dirlo».

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