Lo storico ex allenatore Arrigo Sacchi ha analizzato il modo di giocare delle squadre negli ultimi anni
Arrigo Sacchi, storico ex allenatore del Milan ed ex c.t. dell’Italia, in una intervista a La Gazzetta dello Sport ha analizzato il moderno modo di giocare da parte delle squadre.
DIFESA ALTISSIMA – «Ovviamente sì. Noi giocavamo con la linea a metà campo, abbiamo fatto di tutto per… andare avanti. Il nostro fuorigioco era conseguenza di una squadra che attaccava, che cercava il dominio e i cui riferimenti erano il pallone e tutti quelli vicini che potevano entrarne in possesso. Per cui non c’era la ricerca del fuorigioco come priorità ma era una situazione che si sviluppava dall’atteggiamento di “mirare” davanti e non indietro, di vicinanza nostra usando la trama collettiva e la sincronia che portavano il Milan a guardare avanti e il pallone».
AGGRESSIONE ALTA – «Però solo in alcuni c’è proposizione. In Mancini, in Gasperini e in Italiano che con la Fiorentina ha creato uno stile. Vi “regalo” questa statistica: se fai il recupero palla vicino alla tua area succede 0 volte o al massimo una che nell’azione che segue vai a fare gol; se recuperi a metà campo, le opportunità vanno da 2 a 4; se capita nella metà campo avversaria, le opportunità sono da 6 a 8».
FUORIGIOCO – «Io seguo le statistiche ma sa una cosa? Mi sembra di ricordare un sacco di gol annullati per off-side e col Var. Il fuorigioco non viene cercato perché le squadre corrono all’indietro e perché per l’80% si gioca sul contropiede e nel restante 20, beh, il fuorigioco arriva».