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Serie A

Arbitri Serie A, Zazzaroni non ha dubbi: il suo giudizio sui direttori di gara, sulla governance e sul ruolo di Rocchi

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Ivan Zazzaroni

Arbitri Serie A, Zazzaroni non ha dubbi: ecco cosa ha detto sui fischietti italiani, sui vertici e sulla posizione di Rocchi

Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, il direttore, Ivan Zazzaroni dipinge un ritratto sarcastico e amaro della difficile posizione di Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale, descritto come un uomo solo al comando di una nave in tempesta. La solidarietà del giornalista è tutta per lui, costretto a operare in un contesto privo di serenità, partendo dai vertici stessi dell’organizzazione: «Povero Gianluca, ha il presidente rinviato a giudizio dalla Procura federale. Sai che serenità».


Rocchi è il parafulmine del sistema, colui che «si prende tutte le colpe e le offese che il ruolo prevede», mentre gestisce un materiale umano limitato. Zazzaroni sottolinea la carenza di fischietti affidabili: il designatore ha solo cinque o sei elementi di garanzia, «ma ogni tanto svaccano anche loro». La pazienza è ormai esaurita, tanto che Rocchi ha iniziato a criticare duramente i propri uomini di fronte a errori giudicati «imperdonabili». La situazione non migliora in sala VAR, dove il livello di esperienza in Serie A dei venti addetti è complessivamente bassissimo, appena superiore a quello di un singolo veterano come Mazzoleni.


Oltre agli uomini, il problema è il regolamento, che Rocchi deve applicare pur non condividendolo, specialmente sui falli di mano. Le regole attuali costringono i calciatori a posture innaturali, quasi dovessero essere «sostanzialmente monchi e magri», perché anche un chilo di troppo può portare al fuorigioco e usare le braccia è vietato: «provate voi a saltare da fermi senza la spinta delle braccia. Se ci riuscite, siete pronti per lo spot dell’olio Cuore».


A complicare la vita del designatore ci pensano poi gli ex arbitri ora opinionisti TV, che per cercare popolarità «non gli risparmiano stoccate» e spesso si contraddicono tra loro. E il futuro tecnologico non sembra roseo agli occhi di Zazzaroni. L’arrivo annunciato dalla FIFA dell’intelligenza artificiale e degli «avatar per aiutare gli arbitri» nei replay del fuorigioco non servirà a nulla contro “l’ignoranza arbitrale”. Il giudizio sulle novità come l’Avatar digit e la RefCam è tranchant: «due cazzate al prezzo di… due».


La conclusione è all’insegna della rassegnazione. Zazzaroni ammette l’inutilità di affrontare seriamente una questione irrisolvibile: «Quando manca la voglia di migliorare – e non mi riferisco certo a Rocchi – ogni sforzo risulta inutile. Auguri e al prossimo scandalo».

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