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Antognoni ricorda Commisso: «Il Viola Park è un’eccellenza che rimarrà come regalo di Rocco»

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Antognoni ricorda Rocco Commisso: «Il Viola Park è un’eccellenza che rimarrà come regalo di Rocco». Il suo messaggio

Giancarlo Antognoni, icona viola e attuale capo delegazione dell’Under 21, ricorda Rocco Commisso su La Gazzetta dello Sport con un’intervista.


L’ARRIVO A FIRENZE «Quando Rocco arrivò a Firenze ero sostanzialmente l’unico dirigente viola, e fra l’altro accadde in un momento nemmeno semplice. Ero club manager, non ricordo esattamente, ma resta il fatto che lo accolsi in quanto punto di riferimento della società. Praticamente sono colui che lo ha introdotto a Firenze, lui e Joe Barone. E quel giorno, con diecimila tifosi della Fiorentina ad accoglierlo e io a fargli da Cicerone, beh, chi se lo scorda più».
LA PRIMA IMPRESSIONE «Gli dissi: “Vedrai che questa città ti coinvolgerà” e così è stato. E glielo dissi non solo in veste di “trait d’union” fra lui nuovo proprietario e Firenze, ma perché era pieno di entusiasmo e la città con lui».
LA NOTIZIA DELLA SCOMPARSA «Ho scoperto la notizia dal telegiornale. Commisso era venuto con buonissimi propositi e credo che lo abbia dimostrato con i fatti. Che poi i risultati sportivi non siano sempre stati all’altezza delle aspettative, ok; ma resta il fatto che la Fiorentina è arrivata anche a giocarsi tre finali, roba non da tutti e anche questo aspetto è giusto ricordarlo».
IL RAPPORTO«Ci siamo visti pochissimo in questi anni ma in passato mi ha interpellato più volte, per un parere su giocatori e anche dirigenti, per esempio Pradé. È sempre stato curioso e collaborativo. E io con lui».
L’USCITA DALLA SOCIETA’ «Mi proposero un ruolo che non ritenni opportuno. Senza entrare nel particolare ma si trattava di un ruolo un po’ troppo marginale. Rifiutai. Poco tempo dopo sarei potuto rientrare ma poi non se ne fece nulla».
IL VIOLA PARK «Davanti alla posa di uno dei primi mattoni del Viola Park, l’inizio della costruzione del centro tecnico, Rocco mi invitò. E fu bello andarci e capire, intuire o immaginare cosa sarebbe poi stato costruito per la Fiorentina e il popolo viola. Divenni testimone dei primi passi del Viola Park ma poi non successe quando venne inaugurato. Io al Viola Park non sono mai entrato: l’ho visto nascere sì, ma non crescere e diventare grande, diciamo così…».
UN MOMENTO DIFFICILE «Da Astori a Barone, poi è chiaro che calcisticamente anche una retrocessione fa parte dei miei ricordi, ma davanti a certe cose la parte calcistica conta giustamente meno: è uno dei momenti più brutti ed è chiaro, parlando dal punto di vista calcistico, che non si pensava che potesse andare tutto così. Ma magari qualche responsabile è emerso… Come se ne esce? Semplice: con i risultati».
SQUADRA IN RIPRESA «Sì, in questo ultimo periodo è andata meglio ma credo che potrà salvarsi anche perché a livello di organico è certamente la più forte di quelle che lottano per non retrocedere. Come in ogni situazione della vita, da questa se ne potrà uscire tutti insieme: nessuno può fare da solo. I presupposti calcistici per ricominciare bene ci sono».
IL LASCITO DI COMMISSO «Il Viola Park è un’eccellenza che rimarrà come regalo di Rocco: e anche su questo non ci sono dubbi».

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