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Commisso ricordato così da Zazzaroni: dalla cena con Della Valle alla telefonata del papà di Bove. Il ritratto emozionante
Commisso è stato ricordato così da Ivan Zazzaroni nel suo editoriale sul Corriere dello Sport: ecco il ritratto da brividi
Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni offre un ritratto intimo e potente di Rocco Commisso, partendo da un ricordo personale che risale a sette anni fa. Il direttore era a cena con Diego Della Valle la sera in cui si decise la vendita della Fiorentina, testimone involontario di una trattativa serrata conclusasi con l’ex proprietario che urlava al telefono: «Rocco, il prezzo è quello e quello resta!».
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Commisso la voleva e la pagò fino all’ultimo euro, portando immediatamente “risorse, passione e idee ambiziose”. Zazzaroni descrive un uomo «battagliero», con una visione chiara: «Squadra e strutture, strutture e squadra, questo aveva in testa: il gioiello, il Viola Park, uno dei centri più belli d’Europa; il rimpianto, lo stadio che non gli hanno permesso di costruire come l’avrebbe voluto».
Il cuore dell’editoriale verte sullo scontro tra la mentalità pragmatica di Commisso e la realtà italiana. Il presidente «capì immediatamente che l’Italia non era l’America dove s’era conquistato credibilità, riconoscibilità, ricchezza, e che da noi i progetti si scontrano con la politica, la burocrazia, l’invidia». Ha combattuto contro questi ostacoli, fiaccato anche dalla recente perdita del fidato Joe Barone, arrendendosi infine solo alla malattia.
Al di là delle strutture e delle battaglie politiche, Zazzaroni chiude con l’aspetto umano, citando la telefonata in lacrime di Giovanni Bove, padre del calciatore Edoardo, alla notizia della scomparsa di Rocco: «Per me oggi è un giorno molto particolare, è morto un uomo meraviglioso che per noi ha fatto tanto». Un’eredità di affetto che si lega al destino, proprio nel giorno in cui Edoardo Bove tornava al calcio giocato.