Calcio Estero
Mertens: «Il Belgio ha meno stress di una volta, vorrei Lukaku e De Ketelaere insieme»
L’ex attaccante del Napoli, Dries Mertens: «Sarebbe stato bello rivedere Sarri in azzurro. Vi dico chi era il compagno più scarso…»
Dries Mertens osserverà da spettatore molto interessato il debutto del suo Belgio stasera contro l’Egitto. A La Gazzetta dello Sport si è raccontato, mischiando presente, passato e futuro.
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COSA HA FATTO DOPO IL RITIRO «Ho girato il mondo con la mia famiglia. Indonesia tre mesi, Australia tre mesi, Cina uno. In Australia abbiamo girato in camper».
UN POSTO DA CONSIGLIARE «Byron Bay: spiagge leggendarie… e puoi campeggiare sul mare».
IL GOL QUASI DA CENTROCAMPO CON LE LEGENDS «Un tiro in porta dai, quasi normale. Era la prima palla che calciavo da una vita, non gioco nemmeno con i miei figli per strada. Mi sono un po’ stancato del calcio e non so che cosa farò ora. Ho voglia solo di giocare a padel e devo imparare a giocare a destra: non sono abbastanza bravo per stare a sinistra».
CHANCE SUL FUTURO «Allenatore 5. Direttore sportivo 8. Agente 0».
IL BELGIO «Abbiamo giocatori molto giovani, abbiamo cambiato tanto e in un torneo così non si sa mai. Possiamo arrivare in fondo e magari vincere, ho visto il 5-0 alla Tunisia e la squadra mi è piaciuta. Rispetto al passato ci sono meno aspettative ed è un vantaggio: senza stress si gioca meglio».
LUKAKU O DE KETELAERE «Rom sta tornando e Charles sta bene: io dico di farli giocare insieme».
I RICORDI DEL MONDIALE «L’urlo di Maradona nella telecamera nel ‘94 mi impressionò. Diego era forza e personalità».
LE VOCI DI UN ADDIO DI DE BRUYNE AL NAPOLI «Io gli direi di restare, perché può ancora fare la differenza. In questa prima stagione ha avuto problemi fisici, ma all’inizio era andato forte».
NAPOLI «Il suono del mare dal terrazzo di casa».
COSA CAMBIEREBBE DI NAPOLI «Nulla, Napoli va presa com’è, ha cose brutte ma anche quelle ti fanno innamorare».
SARRI POTEVA TORNARE «Sarebbe stato bello, è chiaro. Per le sigarette… sì, erano tante, ma non le fumava tutte. Ne accendeva una, si metteva a parlare e la lasciava lì. Oppure la spegneva e ne accendeva un’altra».
IL COMPAGNO PIU’ SCARSO DI SEMPRE «Tanti erano scarsi… (e ride) Dai, ne dico uno simpatico, così non si offende: Pavoletti era fortissimo di testa ma con i piedi era scarso».