Calcio Estero
Inghilterra, la cura Tuchel: perfezionismo e intensità in vista del Ghana
Sotto il sole del Missouri, il ct e il vice Anthony Barry torchiano la squadra. Dan Burn: “La loro onestà è ciò che serve ai giocatori”
Sotto il rovente sole del Missouri, protetto dai raggi UV con una felpa con cappuccio, Thomas Tuchel osserva e dirige incessantemente i suoi giocatori. L’allenatore dell’Inghilterra è alla ricerca della perfezione assoluta nel ritiro di Kansas City, mentre la squadra si prepara per l’importante sfida contro il Ghana. The Guardian ha proposto un reportage sulla nazionale.
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Durante una rara sessione di allenamento a porte aperte, il tecnico tedesco ha supervisionato da vicino un gruppo composto da Elliot Anderson, Jude Bellingham, Anthony Gordon, Marcus Rashford, Djed Spence e Ollie Watkins. Tuchel, noto per essere un perfezionista capace persino di misurare l’altezza dell’erba del campo di allenamento, non ammette cali di concentrazione. L’obiettivo principale dell’esercitazione era accelerare il gioco superando le linee avversarie: due tocchi al massimo muovendosi tra i manichini, attirando il pressing per poi allargare rapidamente il gioco.
Il ct ha insistito in modo maniacale sull’uso del piede corretto per il primo controllo palla, un dettaglio tattico fondamentale per velocizzare la manovra, aprire il corpo e aggirare efficacemente la pressione alta. Con il fischietto in mano, non ha risparmiato rimbrotti, invitando a gran voce Spence a “svegliarsi” e ad “aprirsi”. Un’intensità necessaria per evitare le difficoltà viste nel primo tempo del match inaugurale contro la Croazia a Dallas, quando gli inglesi hanno sofferto il pressing andando in svantaggio due volte, prima di dilagare prepotentemente nella ripresa.
Oltre al duro lavoro in campo, nel ritiro c’è anche spazio per il relax: i giocatori si sfidano a basket, a backgammon e a Wolf, un gioco di carte. Nel giorno libero di venerdì, Dan Burn, Harry Kane e Jason Steele hanno persino assistito a un concerto della cantante country Ella Langley, presentandosi per l’occasione con stivali e cappelli da cowboy.
Tuttavia, quando si lavora, le pretese sono altissime. Al fianco di Tuchel c’è l’esigente vice Anthony Barry, che all’intervallo contro la Croazia non aveva esitato a criticare in televisione l’energia nervosa della squadra. Burn, che conosce Barry dai tempi del Wigan, apprezza questo approccio diretto e senza filtri: “Non ci sono zone grigie con loro. Dicono le cose come stanno, ed è esattamente l’onestà che un giocatore desidera“.