2013
Juventus: la parola allo staff medico al completo
L’altra settimana c’era tutto lo staff tecnico della Juventus al completo per parlare della sfida con il Cagliari. Oggi, invece, è stato il turno dello staff medico alla vigilia dell’ultima partita della stagione contro la Sampdoria. Ovviamente c’era anche Antonio Conte, che però ha preferito dribblare le domande sulla sua permanenza a Torino e sui dettagli dell’incontro dell’altro giorno con Andrea Agnelli sedendosi in prima fila. La parola agli undici uomini dello staff. Esordisce Fabrizio Tencone, coordinatore dello staff medico: “Grazie per l’occasione che ci ha dato Antonio per presentrae il gruppo di lavoro che conoscete in parte e che spesso sta dietro le quinte ma che lavora con i ragazzi per prevenire gli infortuni ma anche per curarli. I miei collaboratori sono Gianluca Stesina, Luca Stefanini, Gianluca Scoraro, Maurizio Pincella, Marco Luison, Emanuele Randelli, Maurizio Delfini, Francesco Pieralisi, Ennio Cavidoni e Dario Garbiero. Questo è il gruppo. Pepe? E’ stata la nostra principale preoccupazione perché l’abbiamo portato in campo solo pochi minuti. A Bari ha avuto un infortunio muscolare di lieve entità. Poi il suo processo di guarigione s’è trasformato e ha cominciato ad avere fibrosi e calcificazioni e per la prima volta nella storia della nostra carriera abbiamo dovuto operare un giocatore per eliminare le calcificazioni muscolare. Ora è già molto avanti nel processo riabilitativo ma dare una tempistica è prematuro. Possiamo dire che sta rispettando i programmi”.
Stesina: “La parte mentale è fondamentale per il recupero di un singolo ma è fondamentale anche l’aspetto di squadra. Nel senso: se il gruppo sta andando bene e la squadra si esprime al meglio anche l’infortunato è molto motivato per cercare di rientrare e dare il massimo. L’aspetto motivazione è fondamentale”.
L’approccio di Conte con voi dello staff medico? Martella anche su quello?
“La prima riunione fu molto chiaro e la cosa ci ha facilitata. Ci disse che l’aspetto di gestione sul campo era pertinenza sua e che quando un giocatore avesse incontrato una difficoltà sul campo il primo approccio sarebbe stato il suo. Quello ha siginificato che il giocatore, se non stava veramente male, non si interfacciava con noi e le piccole bue venivano by-passate”.
Chi ha impressionato di più voi dello staff?
“Arturo Vidal senza ombra di dubbio: quando esce è perché non ce la fa più. Ma tutta la squadra ci ha dato una mano dando il massimo senza lamentarsi”.
Tencone:
“Quando cadeva Pavel Nedved per terra non mi preoccupavo mai perché rimbalzava e si rialzava. Invece se si accasciava Conte c’era da preoccuparsi”.
Ora c’è la Confederation Cup: avete in mente di predisporre una preparazione particolare in vista della prossima stagione?
Tencone: “Ora siamo già in contatto con lo staff della Nazionale per comunicare le abitudini dei giocatori come sempre. Parlare della preparazione della prossima stagione è troppo presto. Faranno i test nei prossimi giorni com’è normale quando ci sono appuntamenti così lunghi”.
Il problema di Isla era più grave del previsto? Tornerà presto?
Tencone: “E’ stato un infortunio grave ma già lo sapevamo a febbraio. Ora ha affinato le questioni coordinative necessarie dopo infortuni così lunghi. Sarà ancora più pronto ed efficiente nei prossimi mesi. Dal punto di vista medico è a posto”.
Conte, seduto in prima fila, prende la parola per prendere un po’ in giro il suo staff: “Con che ansia e stress vivete l’infortunio e con che ansia vivete il doverlo dire l’allenatore?”.
Stefanini: “Negli ultimi anni sono abbastanza abituato a vivere l’infortunio del giocatore. Di fronte anche ad un infortunio lieve, allora entriamo in gioco noi ed è un dispendio di energie mentali. Se poi devo comunicarlo al mister sono tranquillo: la prende sempre molto bene (ride, ndr)”.