Hanno Detto
Aronica si racconta: «Con Mazzarri ho condiviso il campo per sette anni. Ulivieri alla Reggina meticoloso, Gasperini al Palermo un maestro e Lippi…»
Aronica ricorda: «Con Mazzarri ho condiviso il campo per sette anni. Ulivieri meticoloso, Gasperini al Palermo un maestro e Lippi…»
Salvatore Aronica, 47 anni, ex difensore di Palermo, Messina, Reggina e Napoli, oggi allenatore del Trapani in Serie C racconta a La Gazzetta dello Sport la sua carriera.
IL SUO TRAPANI «La mia squadra è come me, non ha paura di nulla. Esprimiamo un gioco spregiudicato e offensivo. Dobbiamo sempre segnare un gol in più degli avversari. La fase offensiva parte dalla zona bassa del campo. I rivali vanno aggrediti, non aspettati. Ai miei ragazzi dico sempre di giocare con grinta e rabbia, senza timore».
VINCENZO ITALIANO «Ho avuto la fortuna di lavorare con lui, ci confrontavamo spesso a fine allenamento, mi ha dato tanti consigli. Ero sicuro avrebbe avuto un futuro importante. Nulla nasce per caso»
I SUOI ALLENATORI «Con Mazzarri ho condiviso il campo per sette anni, è stato fondamentale. Ulivieri alla Reggina era meticoloso nell’organizzazione difensiva, Gasperini al Palermo un maestro di tattica. Lippi in vece mi ha fatto esordire in Serie A».
L’ESORDIO CON LIPPI NELLA JUVE «Era il 1998, entrai all’ultimo minuto della sfida con la Sampdoria al posto di Torricelli. C’erano Del Piero, Zidane, Inzaghi. È stato un sogno. Avevo 20 anni, fino a poco tempo prima giocava tra i dilettanti e in strada con gli amici. Mi sono ritrovato a debuttare al Delle Alpi davanti a 50mila spettatori».
NAPOLI-CHELSEA «Nel 2012 al San Paolo superammo 3-1 il Chelsea agli ottavi, fu un’impresa. Peccato che al ritorno uscimmo da Stamford Bridge con le ossa rotte. Dopo il 3-1 al San Paolo, la sfida di ritorno a Londra fu un massacro. Drogba è stato l’avversario più difficile che abbia mai affrontato. Sbloccò la partita con un colpo di testa, lo marcavo io. Chiuderlo era complicatissimo. A fine gara però scambiammo la maglia. Loro erano incredibili: Lampard, John Terry, Cech tra i pali. Vinsero 4-1 ai supplementari e in finale si presero il trofeo superando il Bayern Monaco».
IBRAHIMOVIC «Ci siamo affrontati spesso. Quella volta contro il Milan, Zlatan perse la testa e mi diede uno schiaffo. Era tutta la partita che lo istigavo, quante gliene ho dette. Ma non ho reagito. Negli spogliatoi sono stato io a chiedergli scusa. Anche perché litigare con Ibra non conveniva, mi avrebbe steso subito (ride, ndr). Per fermarlo dovevi innervosirlo, distrarlo. Ci provavo in tutti i modi: calci, spinte, volò qualche parola di troppo. Prese tre giornate di squalifica e riuscimmo a pareggiare una partita importante».
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