Assemblea di Lega: fumata nera, battaglia sull’art.19

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Slitta ancora l’elezione del presidente di Lega e il rischio è andare oltre alla elezione di quello della Figc, in programma per il 6 marzo. Si dibatte sullo snellimento nel procedimento decisionale e sull’articolo 19 per i diritti tv

L’avevamo già annunciato e, ieri, il copione in Lega si è svolto come da programma: nessuna fumata bianca per l’elezione del nuovo Presidente, ma solo discussioni sulla governance. Questo dilazionare i tempi porta con sé il rischio di arrivare al voto dopo quello della Figc, trovandoci ormai alla fine del quadriennio olimpico e avendo in programma per il 6 marzo il voto della presidenza federale. La prassi vorrebbe che tutte le altre cariche venissero nominate prima, ma il voto per al Presidenza di Lega è quasi impossibile che arrivi entro quella data. L’assemblea, come riporta la Gazzetta dello Sport, si è aggiornata al 2 di marzo, allargando l’o.d.g anche alla discussione sullo statuto, argomento che necessariamente porterà via molto tempo. Ieri sul tavolo è stata messa la bozza della riforma dello statuto presentata da Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli e Fiorentina: la proposta prevede l’elezione di un presidente di rappresentanza, un amministratore delegato che si occupi dello sviluppo del prodotto e un consigliere delegato per la parte sportiva, tagliando quindi fuori tutti i rappresentanti dei singoli club. Le big hanno chiesto una risposta alle squadre medio-piccole, che hanno sollevato non poche perplessità : di fatto significherebbe svuotare di potere l’assemblea dove ciascun club conta in misura uguale, a favore di soggetti terzi.

BATTAGLIA TRA GRANDI E PICCOLE – Anche se potrebbe sembrare non si tratta di una battaglia tra grandi società e piccole, ognuna delle venti partecipanti alla Serie A ha un suo punto di vista sullo statuto e trovare una summa tra le varie posizioni non è facile. Un punto dolente poi è l’articolo 19 quello che regola la ripartizione dei proventi televisivi: Torino, Sassuolo, Bologna, Sampdoria e Cagliari fanno fronte compatto nel richiedere una sua totale riscrittura per la divisione più equa del miliardo netto di proventi, con il paracadute per chi retrocede. Le grandi fanno orecchie da mercante sull’argomento, anche se, Lotito in testa, si punta a mantenere lo status quo. Il patron della Lazio continua a sponsorizzare la conferma di Beretta e la creazione di quattro commissioni formate dai dirigenti di club che si occupino di alcune altre aree importanti come i diritti tv, insfrastrutture, settori giovanili, bilanci. Idea che non è piaciuta alle big che vedono questa soluzione come un ostacolo alla loro idea di snellire i processi decisionali.