Cantona: «Balotelli non è un ribelle. Pogba…»

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CANTONA BALOTELLI POGBA – Un diverbio è degenerato in arresto, ma per Eric Cantona è un fatto da nulla: «Ho litigato con un paparazzo. Era troppo invasivo. Sono finito tre ore in commissariato, ma lo scandalo lo avete montato voi giornalisti anche se il paparazzo non ha un graffio. Alla fine sono tornato puntuale a Parigi», ha spiegato l’ex attaccante ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”, in occasione della presentazione all’Institut Lumière il documentario “Ribelli del calcio”: «Sbagliato, io, Ibrahimovic e Balotelli non possiamo esserlo. Magari non rientriamo negli schemi costruiti da voi giornalisti, ma siamo nulla se paragonati al cileno Caszely a cui torturano la madre perché si opponeva alla dittatura come Socrates in Brasile, al bosniaco Pasic rimasto a Sarajevo per insegnare il calcio ai bambini sotto i bombardamenti, a Drogba che s’oppose alla guerra in Costa d’Avorio, a Mekloufi che rinunciò alla Francia per fondare la nazionale di ribelli algerini».

AL POSTO DI… – Cantona è fatto un passo indietro e spiegato se avrebbe scelto il Paris St Germain, come ha fatto Zlatan Ibrahimovic: «Non avrei fatto come Zidane il testimonial per il Mondiale in Qatar, ma da giocatore aspiravo ai grandi club. Quindi avrei forse scelto il Psg che però è costretto a pagare il doppio perché, a pari offerta dal Real Madrid, chiunque oggi sceglierebbe il Real. Questione di storia che respiri solo in Spagna, Inghilterra, Italia. Aveva ragione Leonardo che vedeva il Psg come squadra da Champions, non da Ligue 1. Juventus? Perché no? Di sicuro ha fatto bene Pogba a mollare il Manchester e la Juve a prenderlo».

SUPERMARIO – Infine, su Mario Balotelli: «Un grande giocatore. Il suo talento lo vedi nei gol. Ma ha anche molta forza mentale per sostenere l’enorme impatto mediatico. Un esempio per un paese che inizia solo ora a fare i conti con l’immigrazione. Uno dei primi giocatori di colore della vostra nazionale, un po’ come Viv Anderson per l’Inghilterra ‘78. Tutto questo lo rende speciale, come speciali sono stati i figli di immigrati come Kopa, Platini e Zidane per la Francia. Magari un giorno Balo entrerà in un mio documentario».