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Ciccio Esposito: «Scudetto? Il mio Napoli è sfavorito. Alla Fiorentina manca un De Sisti» – ESCLUSIVA

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Intervista esclusiva a Salvatore «Ciccio» Esposito: pilastro della Fiorentina del secondo Scudetto e del Napoli degli anni Settanta

La carta d’identità reciterà pure Salvatore Esposito, ma per tutti i tifosi e gli appassionati di calcio lui resta «Ciccio», il ragazzo che a 14 anni ha lasciato il Sud Italia per trasferirsi a Firenze e scrivere un pezzo di storia. Della Fiorentina 1968/1969 di Pesaola, infatti, Esposito – 70 anni appena compiuti (auguri passati!) – era una colonna portante. Ed è anche grazie al suo furore e alle sue geometrie se i viola riuscirono a cucirsi sul petto un secondo Scudetto tanto inaspettato quanto bello. Per l’autorità con cui dettava i tempi, Ciccio Esposito veniva chiamato «Il Professore» e oggi se deve indicare un giocatore con le sue caratteristiche indica Marchisio della Juventus, calciatore in cui tecnica e dinamismo si mescolano alla perfezione.

Esposito, Lei è arrivato in viola da giovanissimo, un ragazzo catapultato in una realtà come quella di Firenze. Poi nel 1968/69 la gioia del secondo Scudetto: che ricordi ha di quel periodo? «Un periodo molto bello, inutile nasconderlo. A quella età, è tutto un po’ confuso, non riesci a realizzare quello che vivi. Si tratta di un grande sogno e alla fine purtroppo ti svegli. Eravamo tutti ragazzi, quasi tutti nati nel vivaio della Fiorentina, eravamo amici. Ci siamo ritrovati in prima squadra, nessuno lo avrebbe mai immaginato. Poi la Fiorentina non è la Juventus, non vince ogni anno lo Scudetto, per questo la gioia fu massima».

Ma è giusto sognare una Fiorentina ancora ai vertici? In passato disse che il progetto era buono… «Lo penso ancora, se guardiamo gli ultimi anni però sono cambiati 3 o 4 allenatori. Per costruire qualcosa serve tempo. Basta guardare la Juventus. Io spero diano il tempo a Pioli di lavorare e non vengano ceduti i pezzi migliori».

Se potesse regalare un giocatore viola del passato alla Fiorentina di Pioli, chi sceglierebbe? «Sicuramente De Sisti, le punte ci sono: uno che ragiona come lui, che detta i tempi. Un giocatore del genere sicuramente farebbe comodo».

Ciccio Esposito però è stato anche uno dei simboli del Napoli che nel 1976 sollevò la Coppa Italia. Crede che i partenopei possano spuntarla sulla Juventus nella corsa Scudetto? «Purtroppo non credo. La vittoria contro l’Atalanta è stato un ostacolo importantissimo superato, ma la Juventus è solida. Allegri dispone di due squadre titolari, cosa che non vale per Sarri. Sarei felicissimo di sbagliare, ma vedo ancora la Juve favorita per il campionato».

Cosa ne pensa della polemica sul calendario. Il Napoli giocherà le prossime 9 partite dopo la Juventus: è una componente che può pesare? «Alla fine non è questo che inciderà sull’esito del campionato. Una volta tocca a me e una volta tocca a te».

Dopo il no di Verdi sono usciti fuori diversi nomi, a dimostrazione che il vero obiettivo fosse proprio lui. Ma chi è il giocatore più adatto al calcio di Sarri? «Io penso fosse proprio Verdi. Sarri lo ha già allenato, può giocare a destra, a sinistra e anche come falso nove. Il profilo ideale era lui».

La sua carriera è legata indissolubilmente a due squadre: Fiorentina e Napoli. Oggi cosa dice il cuore? «Questo è sempre un bel dilemma. Vivo a Firenze ma sono campano. Tengo al Napoli. Io ogni volta che giocano contro e mi chiamano dico sempre la stessa cosa: speriamo che sia una bella partita e che vinca il migliore».