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De Zerbi: «Ero in astinenza da calcio, la Premier entusiasma»

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Le parole di Roberto De Zerbi: «Per l’Iran non deve essere stato facile, si percepiva la tensione non solo legata al campo»

Roberto De Zerbi ha parlato a Rai Sport. Di seguito le sue parole sulla Premier League e anche su quando sport e politica si mischiano, come nel caso dell’Iran.

PREMIER LEAGUE – «Ero un po’ in astinenza da calcio. In Inghilterra sto vivendo una esperienza per migliorarmi e crescere ma sono e resto italiano ed orgoglioso di esserlo. La Premier è un campionato un po’ differente rispetto al calcio di casa nostra. Di sicuro la passione negli stadi è molto più forte e si avverte anche in campo. Entusiasmo che contagia anche i calciatori. Qui vivono l’impegno della partita in modo differente. Hanno meno pressione legata al raggiungimento a tutti i costi del risultato e di conseguenza c’è un maggior gusto nel giocare a calco. Si pensa molto di più ad attaccare, anche quando, per come consideriamo il calcio in Italia, non ci sarebbero le condizioni per puntare la porta avversaria».

CALCIO E POLITICA – «Ho vissuto in Ucraina e certe dinamiche e credo che per l’Iran sia stata una partita molto difficile. Dai loro volti, all’inizio della partita, si percepiva una tensione che non era solo legata all’evento sportivo. E in effetti vivono una situazione che va al di là di una semplice partita di calcio. I calciatori sono stati coraggiosi nel mandare i messaggi, ma è la FIFA a doverli inviare e non credo sinceramente che in questo Mondiale lo abbiano fatto. Decidere di ammonire chi voleva indossare la fascia arcobaleno è davvero un qualcosa di brutto. Il club ha invitato dei bambini ucraini all’allenamento. Ho avuto piacere ad averli ospitati. Sono molto sensibile al riguardo, è un popolo orgoglioso e spero che possano ritrovare serenità»

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