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Insuperabili, nuove maglie per ripartire: «Vogliamo essere la seconda squadra del cuore di tutti»

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Nuove maglie e nuovi progetti per gli Insuperabili, società torinese con 17 sedi in tutta Italia che promuove il calcio per ragazzi disabili

Non potrà essere una stagione come le altre quella degli Insuperabili. L’associazione fondata nel 2012 lega infatti il suo nome fino al 2025 alla Kappa, celebre brand d’abbigliamento torinese.

Dunque divise nuove di zecca per la prima squadra, ultima campione d’Italia nel 2019 prima dello stop forzato, e per tutti i circa 650 tesserati sparsi sull’intero territorio nazionale che hanno potuto finalmente riprendere l’attività nelle settimane recenti.

Entusiasta il fondatore degli Insuperabili, Davide Leonardi: «Per noi, nati a Torino proprio come Kappa, è un onore affiancarsi a un partner di tale portata, che ha scritto pagine di storia nella città dove abbiamo mosso i primi passi. Dopo mesi difficili, in cui il Covid ha messo a dura prova la nostra forza di volontà, sentiamo un forte impulso verso la ripartenza».

A fargli da eco Matteo Monaco, direttore commerciale di Kappa: «Siamo orgogliosi di aver intrapreso questo percorso assieme a Insuperabili. Il suo team di calcio si aggiunge alle numerose squadre da noi vestite e siamo fieri di poter annoverare anche questi atleti tra coloro che competono indossando i nostri Omini. La durata quadriennale dell’accordo, inoltre, ci permetterà di realizzare molti progetti insieme».

Nuove maglie dense di aneddoti e significati, come ad esempio gli inserti argento nella prima divisa blu, raccontata così da Leonardi: «Argento come il colore del secondo posto. Perché noi vorremmo diventare la seconda squadra del cuore di tutti gli appassionati di calcio». O come i nomi di tutti i 650 tesserati scritti all’interno dei numeri nella terza maglia gialla o la speciale colorazione arcobaleno nei numeri della divisa bianca.

La mission primaria degli Insuperabili è però sempre la stessa da quasi dieci anni: «Solo il dieci per cento delle persone disabili pratica attività sportiva. Ecco, uno dei nostri obiettivi è continuare a sensibilizzare e formare allenatori per accogliere sempre più ragazzi possibili».