Inter, Benitez: “La mia Inter aveva bisogno di rinforzi”

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ROMA – L’avventura in Italia proprio non gli è andata giù. Il modo in cui è stato trattato e mandato via dall’Inter nonostante i successi internazionali non lo ha ancora digerito. E poi c’era l’immagine di Mourinho da cancellare dalla mente dei tifosi nerazzurri. Compito difficile, impossibile pochi mesi dopo lo storico ‘triplete’. Rafa Benitez, però, qualche sassolino dalla scarpa vuole ancora toglierselo. Già  ieri, nella prima parte dell’intervista ad “As”, aveva lasciato partire qualche frecciata all’Inter senza mai entrare nel dettaglio, oggi, nella seconda parte del colloquio col quotidiano spagnolo, non si risparmia. “Quando sono arrivato eravamo d’accordo sulla necessità  di rinnovare la rosa e questa mancanza di rinforzi ha condizionato tutto”.

TROPPI INFORTUNI – “Abbiamo cominciato a giocare bene, ma quando sono arrivate le ricadute di precedenti infortuni si è vista la mancanza di rinforzi – continua la spagnolo -, la squadra andava avanti con difficoltà  e ci è toccato giocare con tanti giovani. Eppure gli obiettivi li stavamo raggiungendo, c’eravamo qualificati agli ottavi di Champions con una giornata d’anticipo, cosa che all’Inter non accadeva da dieci anni, e abbiamo vinto due titoli, soprattutto il Mondiale per club che era l’obiettivo principale di questa stagione. Riuscire a fare tutto questo, senza appoggio e senza nessun rinforzo in estate, è stato importante. Il bilancio è stato positivo e il tempo – sottolinea – ti dà  ragione visto che poi hanno preso cinque giocatori, quattro dei quali titolari. Significa che qualcosa non andava bene e forse, dunque, il tempo ci sta dando quella ragione che non ci hanno voluto dare. E poi anche con me l’Inter vinceva”.

SENZA RINFORZI – La domanda sorge spontanea. Perchè Moratti non l’ha accontentato nel mercato estivo? “Voglio pensare che sia stato per le nuove norme sul fair-play finanziario, ma si vede che queste idee a gennaio sono cambiate. Se mi avessero detto all’inizio che quello di cui abbiamo parlato in termini di rinforzi per migliorare la rosa non sarebbe stato rispettato, avremmo messo a fuoco le cose in maniera diversa. Perchè – insiste – senza rinforzi e con tanti infortuni, eravamo abbastanza limitati nelle scelte. E come allenatore, se non hai il sostegno del club, i giocatori lo percepiscono e ci sono alcuni che ne approfittano di più e si creano i conflitti. Il calciatore è come un ragazzino, se vede un punto debole ti attacca. I giocatori lo capiscono se hai o meno il sostegno del club e il primo indicatore è rappresentato dai rinforzi: se ci sono significa che la società  aspira a vincere ancora”.

GIOCATORI STANCHI – “All’Inter – racconta ancora Benitez – c’è un gruppo eccezionale di giocatori. Ma dopo aver giocato il Mondiale e senza dimenticare gli sforzi profusi per vincere la Champions, in una rosa con 15 giocatori sopra i 30 anni non era facile mantenere questa intensità  e per questo abbiamo insistito sui rinforzi. Il fatto che non siano arrivati ha condizionato tutto”. Della sua esperienza in nerazzurro, comunque, il tecnico salva diverse cose anche se “ce ne sono altre di cui non bisogna parlare, che ti porti dietro come bagaglio personale e che non riveli per rispetto verso molti dei bravi professionisti che ci sono all’Inter. Altra gente non era così ma, per rispetto, è meglio non dire tutto quello che si sa”.

Fonte:repubblica.it